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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
L'inside / Stati Uniti d'America

"Al lavoro 15 ore al giorno senza pause, non chiamiamoli incidenti": i contratti disumani dietro la magia del cinema

Storie di sfruttamento legalizzato: ad un mese dall'incidente a Baldwin sul set di Rust facciamo un po' di luce su una piaga che ha travolto anche Hollywood. "Con l'arrivo di Netflix, Apple e Amazon peggiorate le condizioni di lavoro"

È passato un mese dal tragico incidente che sul set del film western 'Rust' ha causato la morte della direttrice della fotografia Halyna Hutchins e il ferimento del regista Joel Souza al Bonanza Creek Ranch di Santa Fe, in New Mexico, per un colpo di pistola sparato dall'attore e produttore del film Alec Baldwin. Un mese in cui l'attenzione è stata rivolta alla dinamica di quanto successo dimenticando spesso il sintomo che si nasconde dietro quanto successo: la corsa al contenimento dei costi nel mondo del cinema ha portato a lasciare da parte troppo spesso le dovute accortezze in merito alla sicurezza che - come in tutti i campi lavorativi - vanno riservati alla vita nei posti di lavoro. 

Ne abbiamo parlato con Joseph Arena, operatore di camera con una lunga carriera alle spalle tra Italia (dove è nato) e Stati Uniti (dove ora lavora).

L'incidente mortale occorso sul set di Rust ha portato ad accendere un faro sulla sicurezza del lavoro sui set cinematografici, qui in Italia come negli Stati Uniti. Ci può raccontare dalla sua posizione di osservatore privilegiato cosa c'è dietro l'incredibile sequenza di eventi che ha portato alla morte di Halyna Hutchins?

"Ci sono ancora indagini in corso ma chi lavorava su quel set racconta come dietro all'incidente vi fosse la mancaza di esperienza dei produttori ma anche la corsa al contenimento dei costi. Questo incidente è accaduto per la mancanza di personale qualificato nel coprire ruoli di alta responsabiltà, come quello che invece si dovrebbe richiedere ad un armiere. Nel caso specifico l'aiuto egia a quanto pare ha passato la pistola carica all'attore quando il protocollo normale prevede che sia l'armiere l'unica persona che può toccare e controllare le armi prima delle prove e prima di iniziare a girare. Ovviamente questo è successo anche perchè l'armiere non aveva la giusta esperienza ad appena 24 anni di età e avrebbe dovuto occuparsi personalmente di ogni passaggio di armi da fuoco".

Ci sono diverse tipologie di contratti di lavoro nei set americani, mi può spiegare meglio? Cosa fanno i sindacati americani? Quale possibile parallelismo con quanto succede in Italia?

"I sindacati statunitensi, le union, oltre a proteggere i diritti dei lavoratori si occupano della sicurezza sul set.  Per iniziare ad avere dei contratti di lavoro occorre superare delle classi di sicurezza. Ci sono 3 livelli base catalogati in Tier 1, Tier 2 e Tier 3. Inoltre ogni dipartimento ha diversi livelli di classi in base alle loro responsabilità.

Tuttavia non tutti gli Stati americani aderiscono a queste classi questo fa si che personale non qualificato possa prendere parte al set. Inoltre le union hanno autorizzato produzioni a basso costo con paghe al di sotto degli standard. Questo fa si che le manavolanze con poca esperienza hanno accesso a set normali dove il protocollo dovrebbe essere lo stesso di un progetto ad alto budget. E l'incidente è dietro l'angolo quando visti i budget ridotti si riducono anche i tempi lavorazione e le crew vengono pressate per finire la lavorazione in tempi non congrui: e la sicurezza è la prima vittima".  

Le assicurazioni coprono i rischi?

"Anche qui ci possono essere problemi in base alle polizze che vengono sottoscritte dai produttori . Infatti se il budget e ridotto anche le coperture di conseguenza sono più basse. Ci sono anche fondi dedicati agli infortuni sul lavoro ma purtroppo la compensazione è molto bassa in proporzione ai salari".

Ricordo il movimento Crew matters sta facendo pressioni per una maggiore tutela sindacale: celebre lo sciopero che ha colpito anche Los Angeles bloccando molte produzioni. È cambiato o sta cambiando qualcosa?

"Siamo in fase di trattativa. Nuovi scioperi sono stati evitati con promesse di un nuovo contratto più vicino alle richieste dei lavoratori. Stanno preparando in questi giorno un nuovo memorandum. Da quello che stiamo leggendo sulle varie offerte non è abbastanza e soprattutto non si è fatto nulla in più sulla sicurezza. 

Uno dei punti più importanti verte sulle ore di lavoro che possono talvolta arrivare a 16/17 al giorno e non è stato cambiato. Hanno per adesso garantito un turn around più lungo di 54 ore nei weekend, ma resta alto il rischio di incidenti sul lavoro e dopo lavoro per tragitto lavoro casa.

La troupe arriva a fare a volte 85 ore settimanali senza avere neppure una appropriata pausa pranzo. Ultimamente su molti set non veniva più dato, ricompensato con un modico aumento: su alcuni set si arriva a lavorare per 15 ore giornaliere senza pausa pranzo. L'ultima proposta fatta era quella di aumentare la cifra di compensazione per disincentivare l'abuso di questa pratica ma non credo questo ostacoli i produttori cui conviene finire prima il progetto che pagare i lavoratori mancate pause pranzo". 

È un cinema più povero? È ancora una meravigliosa macchina dei sogni? 

"Il cinema non è più povero anzi ci sono molti più fondi. Quello che stanno cercando di fare gli Studios e Streamers come Netflix, Apple e Amazon è pagare meno i lavoratori e intaccarne i diritti per risparmiare. Dieci anni fa quando le media company hanno iniziato a produrre film è nato un nuovo contratto di lavoro chiamato appunto New Media. In questo contratto chiedevano di pagare meno le crew e di rivedere diversi punto di contratto a tutela dei lavoratori . Le union consentirono a questo e adesso ci troviamo dopo anni a vedere come il modello "New Media" sia diventato il nuovo standard con un contratto assurdo e non adeguato ai budget di produzioni da 200 milioni di dollari". 

E se questo accade nella mecca del cinema, cosa accade nelle produzioni italiane?

To be continued

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