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Giovedì, 20 Gennaio 2022

L'addio degli amici a Lina Wertmuller: alla camera ardente anche Mara Venier e Dacia Maraini

Al Campidoglio, a Roma, l'ultimo saluto di affetti e colleghi alla regista scomparsa ieri a 93 anni

Rose bianche e rosse, anche quelle inviate da Sophia Loren (‘dalla tua cara amica’), una corona del Comune e il gonfalone di Napoli, città che l’aveva eletta cittadina onoraria, e una folla silenziosa e discreta, soprattutto giovani, gli amici della figlia Maria, per rendere l’ultimo omaggio, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio nella capitale, a Lina Wertmuller, adagiata in una bara aperta. Diversi i personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo giunti da questa mattina a renderle omaggio. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha accolto la salma e i parenti in Campidoglio, poi sono arrivati l'assessore capitolino alla Cultura Miguel Gotor, l'attrice Veronica Pivetti e il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. "Lina Wertmuller – ha detto Franceschini - è stata una grande donna, una regista coraggiosa, innovativa, avanti rispetto ai tempi".

La figlia: "Meraviglioso l'amore dei miei genitori"

"L’amore che i miei genitori provavano l’uno per l’altra era meraviglioso. Sul lavoro poi riuscivano a trovare una simbiosi incredibile. Magari a volte litigavano. Ma si tornava a casa e c’era l’amore”, ha ricordato la figlia adottiva Maria Zulima Job, visibilmente commossa. “Non c’è oggi una donna come lei - ha aggiunto - con una testa, una genialità. Era avanti... e faceva film avanti nei tempi. ‘Travolti da un insolito destino’, per esempio, comincia con un mare di plastica. Era un genio. Come mamma? Era unica; le sue dolcezze, le sue carezze, i suoi bacini, tutto quello che ci dicevamo. Ricordi indimenticabili”.

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''Spero che le istituzioni, dal Ministero dei Beni Culturali a Cinecittà, al Centro sperimentale di Cinematografia possano acquisire gli 'archivi' di Lina Wertmuller'', ha auspicato il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, ricordando che ''Lina era una donna solare, innovativa, rivoluzionaria, entusiasta, ha innovato la commedia all’Italiana. Ci mancheranno il suo sorriso è la sua energia''. E il suo auspicio è stato raccolto dalla figlia Maria Zulima che ha manifestato la speranza che possa essere “dedicato a mia madre un cinema, un teatro, un luogo di cultura o come ha anticipato il presidente dell’Anica Rutelli, che le istituzioni possano prendere in carico il suo archivio, come era accaduto per i costumi. L’importante è che il suo patrimonio possa continuare a vivere. E lei soprattutto. Più si riesce a fare per mia madre è più siamo onorati e felici”.

Gli amici presenti, da Mara Venier a Leopoldo Mastelloni a Dacia Maraini

Commosso anche l'omaggio di Leopoldo Mastelloni che ha ricordato “l’amicizia che mi legava a Lina da oltre 50 anni. L’ultima amica della mia generazione. Le ho perse tutte. Ci sentivamo per telefono -ha aggiunto- Per civiltà, per i problemi legati al Covid preferivo non andare a trovarla a casa. Ha avuto una vita bellissima e difficilissima. È stata una vera guerriera. È questo ci accomunava”. Anche la scrittrice Dacia Maraini, giunta in Campidoglio, ha commentato: "Prima Piera degli Esposti, ora Lina Wertmuller. In poco tempo ho perso due grandissime amiche''. “Ho avuto la fortuna di conoscere Lina Wertmuller, è stata un’amica, una donna buona, meravigliosa, generosa. Una grande intellettuale”, ha dichiarato Mara Venier, mentre Giuliana De Sio ha cantato perché la Wertmuller amava la musica: “Manca la musica oggi. Lina l’amava. Per questo ho intonato a cappella il motivo di ‘Canzone arrabbiata’. Mi è venuto spontaneo”. E ha aggiunto: “Lina era speciale. Ha creato intorno a sé amore e famiglia. Ha detto ‘me ne vado via sazia’. Solo una donna che ha vissuto bene e molto poteva dirlo”.

La segretaria di Lina: "Adorava la convivialità"

Infine la segretaria della regista, Dulce Munoz, origini messicane, ex giornalista, che ha ricordato gli aspetti conviviali della Wertmuller: “Adorava stare a tavola e cucinare per gli amici. Il suo piatto preferito erano gli spaghetti al pomodoro con basilico accompagnati da un bicchiere di bianco proveniente dalla sua azienda vinicola ‘Mirabella’ in provincia di Brescia. Non disdegnava la soupe a’ l’oignon e il gelato al cioccolato ma senza panna”.

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