Sabato, 16 Ottobre 2021
Cinema

Coronavirus, al cinema posti alternati e termoscanner all'entrata

Sono alcune delle soluzioni che stanno adottando molte sale per fronteggiare l'emergenza e non chiudere. Gli incassi sono comunque in calo

E' un momento drammatico per il settore dello spettacolo e dell'intrattenimento. Con il decreto governativo per contrastare l'emergenza del Coronavirus, che tra le altre cose prevede la sospensione delle manifestazioni e gli eventi svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza di un metro, teatri e cinema sono in ginocchio.

Se però i teatri hanno deciso di chiudere, resistono le sale cinematografiche - perlomeno quelle del centro e del sud - che hanno adottato alcune soluzioni come i posti a sedere alternati e il termoscanner all'entrata. Adnkronos ha contattato alcuni esercenti delle città capozona per capire come stanno vivendo questo momento di grande difficoltà.

Cinema a Roma, distanza tra le sedute e si entra in piccoli gruppi

"Credo sia la prima ordinanza dai tempi della guerra che ha efficacia alla firma e non dalle 24 ore successive, quindi già dalla giornata di oggi ci troviamo di fronte a due possibilità: chiudere la sala o provare ad adottare delle misure in linea con quanto disposto dal decreto", dice Emanuele Ilari, titolare del Multisala Madison a Roma, punto di riferimento per il quadrante Sud della capitale, e da qualche tempo titolare anche del Multisala Madison Cineworld di Iglesias, in Sardegna. "Lì già da qualche settimana siamo stati costretti a chiudere dal lunedì al giovedì, la fobia ha paralizzato l'affluenza, causando un calo degli introiti del 90%, quindi per ora siamo aperti solo dal venerdì alla domenica", spiega ancora Ilari, determinato a tenere aperta la sala di Roma: "Stiamo attrezzando tutte le 8 sale per garantire un metro e 10 cm di distanza tra una seduta e l'altra, facendo sedere le persone una poltrona sì e una no, perché diversamente la distanza non sarebbe garantita. Anche per la fila alla cassa faremo in modo di far rispettare le distanze previste tra una persona e l'altra, permettendo l'accesso al foyer a gruppi di cinque-sei persone per volta. Siamo anche dotati di termoscanner, che utilizzeremo prima di far entrare la gente nella struttura".

Fare tutto il possibile, dunque, nel pieno rispetto delle regole per garantire il rispetto del piano sicurezza, per rimanere aperti ed evitare il fallimento: "Moltissime sale, penso soprattutto a quelle con i creditori sul collo, fallirebbero dopo un giorno di chiusura, figuriamoci dopo un mese", spiega ancora Ilari, che da quando è iniziata l'emergenza Coronavirus registra "una flessione del 40-50% per quanto riguarda gli incassi, ma ancora riusciamo a coprire le spese vive, mentre il calo maggiore del fatturato ha riguardato soprattutto i grandi Multiplex, con stime che arrivano anche al 70-80%". 

Con i cinema del Nord chiusi da giorni (che in condizioni normali garantiscono il 30-40% degli incassi nazionali) sono slittate moltissime uscite dei film italiani (a parte alcune coraggiose eccezioni, dal nuovo film di Diritti, 'Volevo nascondermi', in sala da ieri con 25.303 euro incassati, a 'La volta buona' di Marra, in uscita il 12 marzo), ma a seguire anche titoli internazionali sono stati bloccati, fino alla release più eclatante, quella del nuovo 007, 'No Time To Die', inizialmente prevista in tutto il mondo il 9 aprile, ora spostata a novembre.

Il peggior febbraio da dieci anni a questa parte (con poco più di 42 milioni euro incassati) potrebbe quindi essere solamente apripista di un altro mese da incubo (se non due, ma con l'estate poi che incombe): "Sul medio-lungo periodo non conosciamo l'effettiva potenza di questo virus, dal contagio alla durata, quello che credo è che il mercato prima di ottobre non si riprenderà. Fino ad allora, anche se passerà l'ondata della malattia, ci sarà l'estate e non vedremo più i frutti della stagione fino all'autunno. Non sono ancora uscite moratorie per tutta l'attività cinematografica, quindi faccio un appello rivolto al ministro dell'economia e delle finanze Gualtieri di dare fondi per aiutare tutto l'esercizio".

Cinema a Genova: "Restiamo aperti ma con accorgimenti"

"Restiamo aperti, ma con accorgimenti". Questa la linea del Circuito Cinema Genova, che comprende le sale Ariston, City, Corallo, Odeon e Sivori. Come richiesto dal Decreto, sarà evitato l'affollamento di persone tale da non consentire la distanza di sicurezza di almeno un metro. Quindi, non tutte le poltrone saranno disponibili agli spettatori ma una ogni due. Il personale di sala consiglierà l'accesso alle casse segnalando la distanza di un metro nel percorso tra l'ingresso e il bancone della biglietteria. Abbiamo parlato con Maria Bettanini, tra le referenti del Circuito Cinema Scuole, meritoria iniziativa che promuove la cultura cinematografica fra le nuove generazioni: "L'impatto dell'emergenza è stato immediato, con il progetto siamo fermi dal 24 febbraio. Stavamo procedendo molto bene, soprattutto grazie all'esito di 'Mio fratello rincorre i dinosauri'. Ora le proiezioni per le scuole sono sospese, siamo in attesa di capire come andare avanti". Anche a Genova c'è stata una forte flessione degli spettatori: "Ieri Volevo nascondermi – continua – è partito bene da noi, speriamo per il weekend". Attualmente, sempre a Genova, The Space non permette l'acquisto dei biglietti online e Uci propone sul sito la programmazione con le uscite aggiornate.

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