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Domenica, 3 Luglio 2022
Cinema

“Esterno notte”: la serie evento su Aldo Moro è un ritratto imperdibile

Presentata in concorso al Festival di Cannes, la serie scritta e diretta da Marco Bellocchio arriva al cinema in due parti, il 18 maggio e il 9 giugno, prima di approdare in tv in autunno

Dopo Buongiorno notte in cui aveva già parzialmente affrontato la storia di Aldo Moro, Marco Bellocchio decide di tornare sulla figura dello statista italiano e su uno dei periodi più importanti e complessi della storia del paese. Il titolo Esterno notte si ricollega alla rappresentazione che fa all’interno di questi sei episodi. Non ci racconta la storia dal punto di vista di Moro - o almeno non completamente - ma ricostruisce come tutti coloro che gli gravitavano attorno hanno reagito e agito nel corso di quei lunghi ed estenuanti 55 giorni. Una ricostruzione dettagliata e attenta della situazione politica complessa tra i partiti; delle velleità dei politici, le insicurezze e le sofferenze di amici e parenti. Un’intricata rete di azioni e contro azioni che ha cercato di scoprire dove fosse stato portato l’ostaggio e tentativi da più parti di mediare e risolvere la situazione. 

L’ottimo lavoro fatto nel film non è legato solo alla narrazione degli eventi e la loro inedita prospettiva - un’indagine più personale e individuale che documentaristica - ma anche nella scelta degli attori e le loro performance. Brillano Fabrizio Gifuni che si cala nei panni, nei gesti e nella voce di Moro regalando non solo il ritratto di uomo politico, ma di tenero nonno e semplice uomo; al suo fianco una straordinaria Margherita Buy nei panni di Eleonora Moro, moglie del presidente. Completano il cast Fausto Russo Alesi come un complesso e dolorante Francesco Cossiga e l’intensa e vulnerabile versione di Paolo VI regalata da Toni Servillo. 

Esterno notte, la trama 

Il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro (Fabrizio Gifuni) visti i tempi difficili in cui versa il paese - nella morsa delle rivolte armate e degli attacchi delle Brigate Rosse a fine anni ’70 - propone di integrare nel governo anche il Partito Comunista. La scelta senza precedenti rappresenta un punto di incontro tra due partiti da sempre in netta opposizione, ma provoca anche una spaccatura nella DC stessa. Quando l’accordo è raggiunto il nuovo governo deve giurare. È il 16 marzo 1978 e Aldo Moro è diretto alla Camera con la sua scorta. In via Fani vengono attaccati dai un gruppo di brigatisti che uccidono brutalmente gli agenti e rapiscono Moro. Dal quel momento hanno inizio 55 giorni che segnano un clima sempre più denso di tensioni in cui la sorte dell’uomo è incerta. Come già detto il film si concentra sugli altri attori di questa vicenda. 

Francesco Cossiga (Fausto Russo Alesi)  -  amico di Moro e Ministro degli Interni -  sebbene molto provato mette in atto una fitta rete di intercettazioni volte a scovare qualunque informazione sul covo dei rapitori che si rivela però poco utile. Il Papa Paolo VI(Toni Servillo) legato anche lui a Moro, cerca a suo modo di capire come potersi muovere in questa delicata situazione. Dimostra più volte il suo aperto sostegno allo statista e rivolge accorati appelli per la sua liberazione, portando la Chiesa ad assumere una posizione. Il rapimento e i comunicati che le Brigate Rosse diramano in maniera sistematica parlano di un processo del popolo a cui Moro sarà sottoposto; gli permettono di scrivere lettere alle persone per lui più care, ai suoi colleghi politici, ma la situazione degenera sempre di più e il cerchio attorno a Moro si tramuta in una morsa sempre più stretta. La sua famiglia vive l’estenuante attesa nel silenzio e riserbo assediati dalle belle e vuote parole della politica e i flash della stampa. 

“Che cosa c’è di folle nel non voler morire? ” - Esterno notte 

Ciò che rende la visione di questa serie profondamente interessante non è solo la ricostruzione accurata degli eventi, ma la scelta di mostrare il lato umano dei protagonisti. Spesso quando si pensa alle figure politiche ci si ferma all’apparenza dei loro ruoli, ma dietro questo ci sono dei comuni esseri umani con le loro emozioni, i loro pregi e i loro difetti. È così quindi che si rappresenta un Francesco Cossiga attanagliato dal senso di colpa, dall’ossessiva necessità di trovare il suo amico. A questa paura si mescolano le sofferenze personali di una famiglia assente e distante, cosa che conferisce al suo personaggio una profondità emotiva e lo rende interessante. Allo stesso modo viene presentato un Aldo Moro dalla personalità conciliante, sempre mediatore e sempre contenuto che non si lascia mai dominare dalle emozioni. Ma saranno proprio queste a renderlo la pedina in un gioco spietato in cui la politica non si farà scrupoli a salvaguardare i propri interessi e quelli dell’immagine dello Stato. La tenerezza che traspare dall’interpretazione di Fabrizio Gifuni è commovente, soprattutto nel rapporto con il nipotino, Luca. Un uomo che per quei 55 giorni ha dovuto dominare - lontano da tutti e tutto - una miriade di sentimenti su cui ha avuto la forza morale di dibattere spinto dalla sua tenace fede religiosa. 

Allo stesso modo anche il Papa viene mostrato vittima sia del tempo che avanza che delle sofferenze morali per la situazione del suo amico. Sia per Moro che per la famiglia il supporto religioso è stato fondamentale. Il ritratto di Eleonora Moro è quello di una donna consapevole dei rischi, ferrea ma anche fermamente cristiana che cerca di controllare le proprie emozioni e si fa scudo, senza timore, contro tutti i perbenismi e gli abbracci glaciali dei politici; che sa come agire e nonostante il proprio dolore ha attenzione e cura per quello degli altri. C’è poi spazio anche per mostrare non solo la capillarità dell’organizzazione delle Brigate Rosse, ma anche le loro scelte. La regia di Bellocchio risulta molto intima, segue i personaggi da dietro, fa vedere attraverso i loro occhi e scandaglia le loro emozioni con potenti primi piani. Il formato seriale - in sei episodi da un’ora - ha sicuramente beneficiato nel raccontare questa complessa storia concedendo spazio ai diversi protagonisti. L’ordine narrativo non è cronologico, cosa che può confondere se non si presta sufficiente attenzione, ma lascia con la sensazione di voler sapere, vedere ancora di più di una vicenda ricca di luci e ombre che ha scosso profondamente il paese. Esterno Notte è quindi una rete complessa e ramificata di interessi politici e sociali che si lega a quella delle sfera personale di un solo uomo, colpevole forse di credere in un paese migliore e utopicamente più unito. Una visione assolutamente imperdibile. 

Voto: 8,5 

Esterno Notte locandina  (2)-2

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