Sabato, 5 Dicembre 2020

Ezio Greggio difende 'Lockdown all'italiana' e attacca un utente: “Sembri una rotolata di vitello”

Twitter diventa terreno di scontro tra il conduttore di Striscia protagonista del film di Enrico Vanzina e uno spettatore che lo accusa di "non far più ridere da 30 anni"

Ezio Greggio

Botta e risposta furente tra Ezio Greggio e un utente che su Twitter ha criticato la sua partecipazione a ‘Lockdown all'italiana’, il film di Enrico Vanzina di cui è protagonista e che, nelle sale in questi giorni, ha già sollevato non poche polemiche.

Tutto è partito dalla foto che il conduttore di ‘Striscia la notizia’ ha postato sul social network e dal messaggio che lo ha  corredato: “Io con Paola Minaccioni ed Enrico Vanzina regista di LOCKDOWN ALL’ITALIANA una bella commedia al cinema in questi giorni. Grazie a tutti gli amici che lo hanno già visto e mi hanno scritto dei bellissimi complimenti” ha scritto Greggio. Al messaggio è seguita la critica mossagli da un utente a cui Greggio ha replicato senza mezzi termini.

Ezio Greggio difende il suo film ‘Lockdown all’italiana’ e attacca un utente

“Ti avrebbero fatto i complimenti? ahahah ma chi? Gli amichetti invisibili del tuo mondo fantastico?”, la provocazione di un utente comparsa tra i commenti del post di Greggio: “Sei cotto Ezio…non fai più ridere da 30 anni…incastrato in un ruolo dal quale non puoi più uscire perché semplicemente non sai fare altro”. Pronta la replica del conduttore:

“A giudicare dalla tua foto profilo in cui sembri una rotolata di vitello sei tu che sembri cotto. Ciao fake, chiuso in un fornello: fatti mettere ancora un po’ di margarina perché la tua pelle sembra quella di un tacchino spiumato”.

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Le polemiche su ‘Lockdown all'italiana'

L'ultimo film di Enrico Vanzina ‘Lockdown all'italiana’ che racconta in chiave comica la clausura da pandemia ha scatenato numerose critiche già prima della sua uscita nelle sale il 15 ottobre. L’accusa mossa ai produttori è stata quella di aver marciato su un argomento delicato come l’emergenza sanitaria ancora in corso.

"Il mio è un film non per dimenticare, ma per non dimenticare", le parole del regista riprese da Adnkronos: "Quando è scattato il lockdown mi sono ritrovato in una Roma deserta, spettrale e magnifica. E ho pensato che era un'occasione irripetibile per provare a fare una commedia all'italiana su questo argomento: personaggi che vivono sotto una cappa drammatica e che vanno alla ricerca della felicità". Quanto alle critiche ricevute: “Ho le spalle larghe e ne ho viste di tutti i colori”, ha commentato, "Però quando leggi che ci sono tante persone che ti odiano è brutto. Sono anche un po' scaramantico. Ed è orribile sentirsi dire che sei un mostro o che speculi sul dolore. Spero che avranno la decenza di scusarsi. Non l'ho assolutamente presa alla leggera questa situazione. Per fortuna i grandi giornali italiani hanno un po' rimesso a posto le cose. Ho avuto un fratello che è morto da poco e ci ho sofferto molto per cui non si può proprio dire che io sia uno che scherzi con la morte. Queste critiche mi hanno fatto schifo e malissimo".

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