Venerdì, 23 Aprile 2021

Jerry Calà: “Non lavoro perché non odoro di sinistra”. La dirigente Pd: “Cretino senza talento”

La replica della dem Anna Rita Leonardi dopo l’intervista dell’attore in cui lamentava di non aver più spazi nel mondo dello spettacolo. Su Facebook la risposta del figlio di Jerry Calà, Johnny

Nei giorni scorsi Jerry Calà si era lamentato in un’intervista a Il Giornale di non aver più trovato spazi nel mondo dello spettacolo a causa della sua connotazione politica. “Se non lavoro più è perché non odoro di sinistra e non invoglio i registi. Non è una lamentela, soltanto una amara considerazione”, aveva detto l’attore, icona degli anni Ottanta.

A rispondergli è stata Anna Rita Leonardi, dirigente provinciale del Partito Democratico a Salerno, con un tweet: “Quella sottospecie di comico fallito di Jerry Calà ci dice che il cinema non lo vuole perché ‘non odora di sinistra’. Tranquillizzatelo. Il cinema non lo vuole semplicemente perché è un cretino senza talento”. Al telefono con Il Corriere della Sera, Leonardi ha ribadito il proprio pensiero: “La parola ‘fallito’ è riferita al comico non certo all’uomo. Mi scuso se ho esagerato però Calà rifletta su una cosa: nel nuovo palinsesto Rai ci sono tutti quelli che si sono detti sovranisti, dalla Cuccarini alla Pavone, di certo non sono di sinistra. Se non lavora si facesse due domande”.

Il figlio di Jerry Calà lo difende: "Mi ha insegnato il rispetto"

Il tweet aveva suscitato non poche polemiche e alla fine era stato rimosso. Su Facebook il figlio di Jerry Calà è intervenuto con lungo post per difendere il padre, accompagnandolo con una foto sorridente dell’attore.

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Io sono orgoglioso di mio padre, di ciò che rappresenta come artista e dell’educazione che mi ha dato e vedere tutte queste dimostrazioni d’affetto nei suoi confronti mi ha fatto capire che ad avere torto non è certo lui”, ha scritto Johnny Calà.

Ciò che mi ha dato fastidio non sono tanto le offese che sono state rivolte a mio padre, quanto il fatto che queste provenissero da una persona che si proclama democratica e quindi pronta a difendere i valori della democrazia. I miei genitori mi hanno sempre insegnato il valore del confronto e del rispetto delle opinioni altrui, perché l’offesa è un’arma a cui solo le persone deboli e ignoranti ricorrono laddove non sono più in grado di motivare il loro pensiero. Sono quindi preoccupato di vivere in un paese dove coloro che dovrebbero rappresentare la democrazia non sono nemmeno in grado di sostenere un confronto civile, capaci soltanto di ripiegare sull’insulto gratuito. Non voglio fare un discorso politico quindi non andrò oltre, concludo con questa fotografia che è emblematica di ciò che mio padre mi ha insegnato: di fronte a certi attacchi la cosa migliore da fare è farsi una bella risata alla faccia di chi vive represso nell’odio e nel disprezzo

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