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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cinema

“L’Ombra del giorno” con Scamarcio e Porcaroli: dramma (troppo lungo) sull'amore che smuove la coscienza

Dal 24 febbraio al cinema, per la regia di Giuseppe Piccioni

L'atmosfera che troviamo ne "L’Ombra del giorno" è di costante tensione. La vita dei protagonisti è scandita da controlli e visite, in apparenza innocui, di figure inquisitorie. Questo clima aleggia in un mondo di due dimensioni: quella esterna, che è l’Italia e nello specifico la città di Ascoli Piceno, e quella interna di un ristorante che è come un mondo a parte. Questa divisione si percepisce nell’uso delle vetrate del locale che hanno a loro volta una doppia funzione. Da esse si assiste come spettatori alla vita fuori, mentre da dentro trasmettono una sensazione di protezione. Una lettura che la regia di Piccioni riesce a veicolare attraverso un lavoro attento, complice anche un buon montaggio. 

In questo clima si inserisce l’amore. La forza primordiale che nei versi danteschi “move il sole e l’altre stelle”. E anche qui rappresenta la forza motrice che spinge un uomo ad agire e che grazie a questo (ri)scopre una parte di se che da tempo non  apprezzava. Benedetta Porcaroli, giovane attrice del panorama italiano si cala con convinzione e dolore sincero in questo opprimente e complesso periodo storico per le donne. Loro che non avevano libertà ma solo funzioni accessorie: al personaggio di Valeria Bilello (tristemente relegata in poche scene) si dice di non parlare della guerra e della sua realtà, meglio se canta una canzone. Riccardo Scamarcio regala una performance molto intima che lo vede come l’eroe della storia, sebbene non privo di macchie. 

La Trama de “L'ombra del giorno”

Nella Ascoli Piceno degli anni '30, Luciano (Riccardo Scamarcio) è il proprietario di un ristorante. Ha combattuto nella prima Guerra mondiale che gli ha lasciato le ferite del conflitto ed è anche un silenzioso camerata fascista. Un giorno davanti al suo locale arriva Anna (Benedetta Porcaroli) una giovane in cerca di un lavoro. L’uomo decide di darle una possibilità e la prende prima come aiutante in cucina e poi come cameriera. Qualcosa nasce tra i due che si incuriosiscono ma non riescono a leggersi facilmente. Luciano è silenzioso e granitico, Anna è brillante e allo stesso tempo sfuggente. Tra i due c'è attrito per via delle posizioni di Luciano e della sua amicizia con i fascisti, rappresentanti di un'Italia che sta già iniziando a schierarsi.

Sullo sfondo i mesi trascorrono e lo spettro della guerra si avvicina sempre di più. Vengono approvate le Leggi Razziali e Anna decide di lasciare il lavoro. Luciano non comprende il perché fino a quando la giovane non confessa la verità: il suo vero nome non è Anna, ma Esther ed è ebrea. Ha perso ogni contatto con la famiglia che a causa della loro religione ha perso tutto. Nonostante questo il legame tra di loro è più forte e Luciano farà del suo meglio per proteggerla e nasconderla da i controlli fascisti. Il ristorante ben presto si trasforma da luogo tranquillo e libero, in un posto dove lo spazio a disposizione è sempre più ridotto. Non vi sveliamo oltre, qui sotto trovate un'anticipazione con il trailer del film.

Cosa funziona e cosa no ne "L'ombra del giorno"

Il film ha alla sua base una solida sceneggiatura con dei dialoghi ben scritti che danno compattezza alla narrazione lasciando pochi buchi narrativi. L'aspetto sicuramente migliore è la ricostruzione, non solo storica del periodo fascista, ma anche della vita degli Italiani in quegli anni. Luciano aderisce al Fascismo così come la maggior parte delle persone, ed è convinto che il regime abbia avuto un ruolo importante nella costruzione dell'Italia. Ma è nello scontro con Anna e attraverso ciò che farà per lei che si rende conto della verità: molti aderiscono agli ideali del Duce semplicemente per paura. Si fa un buon lavoro anche nella resa di quegli anni regalando spezzoni - che sanno davvero di piccolo spettacolo nello spettacolo - di bambini ordinatamente in fila per la scuola o ragazze che regalano performance sui pattini: la gioventù che forgiata in quegli anni doveva rappresentare il grande e perfetto futuro dell'Italia.

L'ombra del titolo può avere molteplici interpretazioni. È quella del passato di Luciano che incombe e che si trasforma nella luce del giorno di Anna? Un rapporto tra i due che viene reso sullo schermo in maniera velatamente distaccata. Sembra non percepirsi  la profondità dell’amore che viene decantato tra i due. Non lo si percepisce dietro il muro che Luciano ha eretto. Il sentimento ha così il solo ruolo di spingere il protagonista ad agire e non come qualcosa di personale. In quest'ottica ha però una funzione positiva perché spinge a schierarsi e come dice il professore "a disubbidire ad una legge moralmente sbagliata", che in quegli anni era un vero atto di coraggio e di integrità morale. L'ombra del giorno è quindi un film valido al livello di struttura e di storia, ma poteva fare un passo in più rendendo meglio alcune dinamiche e evitando scelte prevedibili nella sua narrazione.

Voto: 6,5

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