Venerdì, 25 Giugno 2021
Cinema Nigeria

Censura per il film LGBT “Ifé”: la regista rischia 14 anni di carcere

In Nigeria per la legge l'omosessualità è "oscena", ma produzione dichiara che farà di tutto per distribuire il film

La locandina del film Ifé

Nel mondo dello spettacolo in questo periodo è alta l’attenzione su temi che riguardano l’inclusione e la lotta ai pregiudizi, ne sono una prova le nuove regole adottate sia al Festival di Berlino di abolire i premi per miglior attore e attrice e focalizzarsi sulle performance e quelle degli Oscar che obbligano le produzioni che vogliono concorre per il miglior film ha includere nei cast e nelle troupe persone di diverse etnie e di diverso orientamento sessuale.

Ma non dappertutto questo tipo di politica è approvata, come nel caso della Nigeria, dove la produttrice Pamela Adie e la regista Uyaiedu Ikpe-Etim stanno richiando fino a 14 anni di carcere per aver girato Ifé, un film che racconta la storia d’amore tra due donne.

Dopo l’uscita del trailer in questi giorni, le autorità nigeriane sono insorte: dal 2014 è in vigore una legge in Nigeria c’è una legge contro l’omosessualità, che proibisce di contrarre relazioni omosessuali e di parlarne tramite qualsiasi linguaggio artistico. Una legge che secondo che secondo un sondaggio condotto dal TIERS (The Initiative for Equal Rights), un’associazione nigeriana che si batte per i diritti umani,  è approvata da oltre il 75% della popolazione nigeriana. L’organo di controllo delle produzioni cinematografiche il Nigerian Film and Video Censors Board (NFVCB) non solo non permetterà la distribuzione del film in Nigeria, ma cercherà di far il possibile affinché non venga rilasciato in streaming su nessuna piattaforma. Essendo un film che parla della Nigeria, la loro intenzione è di bloccare lo streaming anche sulle piattaforme estere.

Ifè (che significa amore in yoruba, lingua parlata nell’Africa settentrionale) racconta in maniera delicata e sofferta il rapporto tra le due protagoniste: il loro incontro, la scintilla che scocca tra le due, il sogno di poter vivere liberamente il loro amore e costruire insieme una famiglia, ma tutto questo si scontra con la realtà di un paese in cui si crede che l’omosessualità nasca da problemi comportamentali e che quindi vada curata in  ogni modo possibile.

Già durante le riprese, in una intervista della CNN, Adedayo Thomas, direttore esecutivo della NFVCB, ha annunciato  "Stiamo monitorando i progressi del film, e se va contro la legge promuovendo l'omosessualità, saremo costretti a un certo punto a perseguire produttore e produttore esecutivo". Per tutta risposta la produttrice Pamela Adie ha fatto sapere che non avrebbe cambiato una virgola di quanto era stato girato e previsto dalla sceneggiature.

Adie è sempre più convinta che film come Ifé siano fondamentali per cambiare la mentalità della popolazione nigeriana, che sarà felice di vedere proiettata la pellicola nelle sale di tutto il mondo, ma cercherà con tutte le sue forze di promuoverla in patria.

Non sarà una battaglia facile perché la posizione di Adedayo Thomas è decisamente ferma: “Queste cose sono classificate come oscene, blasfeme, indecenti. Quindi, non sarà approvato per la visione pubblica".

Nel frattempo, Adie annuncia sul suo profilo facebook che il film sarà proiettato in anteprima mondiale alla 30° edizione del Festival del cinema LGBT in Canada il 1° ottobre. Cosa succederà a Pamela Adie e alla regista Uyaiedu Ikpe-Etim? Riusciranno a distribuire il loro film in Nigeria? Come possono cambiare le cose se chi governa un paese non riconosce i diritti civili dei suoi abitanti? Può un film influenzare l’opinione pubblica su temi così importanti?

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