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Sabato, 22 Gennaio 2022
La nascita

Chi è stata Lina Wertmuller

Dai primi passi nel mondo del teatro al successo internazionale, la carriera della prima donna regista nominata agli Oscar

Lina Wertmüller è morta a 93 anni. È stata una delle più grandi registe italiane, ha vinto il premio Oscar alla carriera nel 2020 ed è stata anche la prima donna ad essere candidata alla vittoria dell'Oscar come miglior regista nel 1977, con il film Pasqualino Settebellezze.

Lina Wertmüller e i primi passi nel mondo del cinema

La sua carriera cinematografica è iniziata negli anni '60 e già pochi anni dopo era conosciuta a livello internazionale per le sue produzioni. Il suo primo grande successo è stato Pasqualino Settebelleze. La pellicola ottenne in totale 4 nomination agli Oscar di cui tre tutte per lei, migliore regia, miglior film in lingua straniera, migliore sceneggiatura originale, e 1 ai Golden Globes. 

Tra i suoi lavori più conosciuti Mimì metallurgico ferito nell’onore, Film d’amore e d’anarchia o Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. La passione per il cinema l'ha portata a studiare all'accademia teatrale diretta da Pietro Sharoff, per i primi anni fa la gavetta facendo da animatrice e regista degli spettacoli di Maria Signorelli, poi iniziò a collaborare con alcuni celebri registi italiani Guido Salvini, Giorgio De Lullo e Garinei e Giovannini.

Oltre al cinema si cimenta anche nella radio e in tv e proprio per la Rai sarà autrice e regista della prima edizione di Canzonissima e de Il giornalino di Gian Burrasca con Rita Pavone. Sul lavoro ha conosciuto Enrico Job, scenografo teatrale, del quale si innamorerà e che poi sposerà. 

Lina Wertmüller e il cinema, la sua grande passione

Il primo grande lavoro per il cinema è del 1953, era segretaria di edizione per "...e Napoli canta!" di Armando Grottini, poi affiancò Federico Fellini in La dolce vita (1960) e 8½ (1963).

Il suo primo lavoro da regista è del 1963, nella pellicola, dal titolo I basilischi, venivano raccontate le vite amare e tragiche di un gruppo di amici poveri del Sud Italia che la portò alla vittoria della Vela d'argento al Locarno Festival.

Nle '68, con lo pseudonimo di Nathan Witch, ha diretto western all'italiana "Il mio corpo per un poker". Ma è dalla seconda metà degli anni '60 che la sua produzione si fa sempre più prolifica. Incontra l'attore Giancarlo Giannini e iniziano a lavorare insieme in "Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), "Film d'amore e d'anarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..." (1973), "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto" (1974), "Pasqualino Settebellezze" (1976), "La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia" (1978) e "Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova".

Negli anni continua a collaborare con il teatro, ha condotto la Carmen al Teatro di San Carlo di Napoli per l'inaugurazione della stagione lirica 1986-87. È stata autrice di numerose sceneggiature tra cui ricordiamo "Due più due non fa più quattro" (1968) e "Fratello sole, sorella luna" (1972) entrambi sono stati diretti da Franco Zeffirelli.

Dopo aver fatto tutto nel cinema ancora le mancava il doppiaggio, ma l'opportunità non tarda ad arrivare: nel 1998 doppia Nonna Fa in Mulan.

Nel 2001 dirige Sophia Loren e Claudia Gerini per la serie tv Francesca e Nunziata, nel 2004 ha lavorato ancora con la diva Sophia Loren in "Peperoni ripieni e pesci in faccia" che fu quasi un flop.

Per il suo impegno nel raccontare le realtà sociali, il divario tra Nord e Sud e tra borghesia e proletariato, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris le ha conferito la cittadinanza onorario e nel 2020 il massimo riconoscimento dell'Academy: l'Oscar alla carriera con la motivazione: "Per il suo provocatorio scardinare con coraggio le regole politiche e sociali attraverso la sua arma preferita: la cinepresa".

La regista italiana, nel 2019 quando aveva 91 anni, ha partecipato alla cerimonia a Los Angeles accompagnata dalla figlia Maria Zulima Job. La sua è la stella n. 2.679 sul viale delle celebrità. "È un grande onore - ha commentato - e una grande responsabilità perché rappresento l'Italia".

Prima donna regista ad essere candidata agli Oscar

Come accennato Lina Wertmüller è stata la prima donna ad essere nominata agli Oscar per il suo lavoro di regista. Dopo di lei solo Jane Campion, Sofia Coppola, Kathryn Bigelow, Emerald Fennell e Chloé Zhao (2021). Per le registe è stata un esempio e fonte d'ispirazione non solo per i traguardi da lei raggiunti, ma proprio perché è stata una pioniera della professione. Una donna in un mondo di uomini.

In una di una sua intervista parlò del mestiere di regista e sottolineò che per farlo non è importante essere uomini o donne, ma è importante avere talento e aggiunse "Questa è l'unica cosa che conta per me e dovrebbe essere l'unico parametro con cui valutare a chi assegnare la regia di un film".

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