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Sabato, 22 Gennaio 2022
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È morta Lina Wertmuller, prima donna candidata all'Oscar

Aveva 93 anni. A darne l'annuncio un amico di famiglia sui social

Lutto nel cinema. È morta in queste ore Lina Wertmüller, una delle più grandi registe italiane, vincitrice del Premio Oscar alla carriera. Aveva 93 anni. A diffondere la notizia è stato un amico di famiglia sui social. Protagonista della nostra cinematografia con oltre trenta film passati alla storia come Mimì metallurgico ferito nell’onore, Film d’amore e d’anarchia o Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. Non è chiaro quali siano le cause che hanno portato alla morte della regista: i famigliari non hanno ancora comunicato i motivi del decesso. Lascia una figlia, Maria Zulima Job, avuta nel 1991 dall'artista Enrico Job.

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Dagli anni d'Oro agli ultimi lavori

Nata a Roma il 14 agosto 1928, figlia di Federico Wertmüller, un avvocato originario di Potenza proveniente da una famiglia aristocratica di remote origini svizzere, e di Maria Santamaria-Maurizio, iniziò gli studi di recitazione ad appena 17 anni, poi l'esordio come regista nel 1963 ne I basilischi, che le valse subito la Vela d'argento al Locarno Festival. Nel corso della sua lunga carriera, terminata nel 2014 con l'ultimo cortometraggio Roma, Napoli, Venezia... in un crescendo rossiniano, ha indagato i ruoli sociali di genere in Italia, in un eterno dialogo tra Nord e Sud, tra classi sociali. Ritratti fedeli, pungenti, realistici. Spesso i suoi personaggi erano vere e proprie maschere. Non a caso, Wertmüller è la prima donna a essere candidata alla vittoria dell'Oscar come miglior regista. 

Comincia lavorando in radio, poi la tv. E' autrice e regista alla prima edizione di Canzonissima e Il giornalino di Gian Burrasca con Rita Pavone protagonista maschile. Successivamente collabora con celebri registi teatrali, tra i quali Guido Salvini, Giorgio De Lullo e Garinei e Giovannini. Quindi l'approdo nel cinema.

Nel 1953 è aiuto regista di Federico Fellini nelle pellicole La dolce vita (1960) e (1963). Nella seconda metà degli Anni Sessanta nasce la sua collaborazione con l'attore Giancarlo Giannini, che è presente in quelli che potremmo definire i suoi Anni d'Oro, alle prese con grandi successi Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), Film d'amore e d'anarchia, Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974), Pasqualino Settebellezze (1976, candidato a Tre Premi Oscar), La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978) e Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Nel 1992 dirige Io speriamo che me la cavo, iconico film con Paolo Villaggio.  

Tra i lavori degli ultimi anni, Mannaggia alla miseria del 2008 con Gabriella Pession e Sergio Assisi, trasmesso in prima serata su Rai 1 il 2 giugno 2010. Nello stesso anno le è conferito il David di Donatello alla carriera. Nel 2013 recita un cameo nel film di Riccardo Milani Benvenuto Presidente!.

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