Giovedì, 23 Settembre 2021
Cinema

E' morto il regista Carlo Vanzina

A darne notizia la moglie e il fratello Enrico: "Ha lottato lucidamente contro la malattia e regalato allegria a milioni di spettatori"

Il regista Carlo Vanzina durante il photocall del film ''Caccia al Tesoro'', Roma, 21 novembre 2017. ANSA / ETTORE FERRARI

E’ morto a Roma il regista Carlo Vanzina. A dare la notizia sono la moglie Lisa e il fratello Enrico.

“Nella sua amata Roma, dov'era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia - si legge nella nota della famiglia - ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese”.

Classe 1951, figlio d'arte (il padre Stefano Vanzina, in arte Steno, è stato uno dei maestri della commedia all'italiana), Carlo Vanzina è cresciuto con il fratello sui set, facendo la gavetta come assistente alla regia di Mario Monicelli. "Era un amico di famiglia, ma fu durissimo con me, non voleva favoritismi", raccontava Carlo due anni fa, in occasione dei festeggiamenti per i suoi quarant'anni di cinema.

Per oltre 40 anni ha scritto con il fratello Enrico la storia della commedia all'italiana, dando il via al filone dei cinepanettoni "vacanzieri". Fra i più grandi successi firmati dai fratelli Vanzina, titoli come "Eccezzziunale... veramente", "Sapore di mare", "Vacanze di Natale" e "Sotto il vestito niente".

Addio a Carlo Vanzina: da ‘Vacanze di Natale’ a ‘Caccia al tesoro', i suoi film più famosi 

In più di settanta tra film e serie ha raccontato i cambiamenti della società, lanciando il filone delle commedie corali "vacanziere", nato con "Sapore di sale" ed esploso poi nel sodalizio con Aurelio de Laurentiis. Con Enrico ha firmato alcuni tra i più grandi successi italiani al botteghino, che nonostante l'amore del pubblico si sono spesso scontrati con le stroncature dei critici nostrani.

Il suo ultimo lavoro, "Caccia al tesoro", girato nel 2017 con Vincenzo Salemme, è un autentico tributo a Napoli, città alla quale è legatissimo anche per i tanti film diretti dal padre Steno con Totò.

Addio a Carlo Vanzina, Serena Rossi: "Un onore essere stata diretta nel suo ultimo film" 

La carriera 

Il debutto come regista arriva nel 1976 con "Luna di miele in tre" che vede come protagonista Renato Pozzetto nelle vesti di uno sprovveduto cameriere. A questo primo film, segue "Figlio delle stelle" (1979) con Alan Sorrenti. Oltre all'attività di regista, Vanzina si è dedicato anche a quella di talent scout, scoprendo tra gli altri personaggi come Jerry Calà, Diego Abatantuono e la coppia Boldi-De Sica. Proprio con Abatantuono si è creato un sodalizio che ha dato i suoi frutti in pellicole come "Viuuulentemente mia",

"Eccezziunale...veramente" e "Il ras del quartiere". Nel 1982 Vanzina lancia "Sapore di mare" con Jerry Calà, Virna Lisi e Isabella Ferrari, ambientato a Forte dei Marmi in Versilia. L'anno successivo viene girato anche il sequel "Sapore di mare 2 - Un anno dopo", ma Vanzina e il fratello Enrico si occupano solo del soggetto, la regia infatti è affidata a Bruno Cortini. Nel 1983 arriva il primo film con ambientazione natalizia, genere ribattezzato 'cinepanettone', "Vacanze di Natale".

E il filo conduttore della vacanza e del viaggio è presente in molti altri film che vedono come protagonista la coppia Boldi-De Sica. Oltre al genere comico, Carlo Vanzina tenta di sperimentare anche altri tipi di cinema, come il thriller con la pellicola "Sotto il vestito niente" (tema ripreso dal regista in "Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata" del 2011), i film di costume con "Via Montenapoleone" (1986, con Luca Barbareschi), il poliziesco con "Tre colonne in cronaca" (1990) e ancora la commedia sentimentale con "Amarsi un po'" (1984), e "Questo piccolo grande amore" (1993) con un giovanissimo Raoul Bova alla sua prima esperienza cinematografica. All'inizio del 2000 omaggia una delle pellicole paterne più famose decidendo di girare un remake di "Febbre da cavallo" (del 1976).

Realizza così "Febbre da cavallo 2 - La mandrakata" (2002) con protagonisti Nancy Brilli, Gigi Proietti e Enrico Montesano, questi ultimi protagonisti anche del film di Steno insieme ad Adolfo Celi e Catherine Spaak. Si occupa di televisione firmando la regia delle due serie "Anni '50" e "Anni '60" (1989) e delle quattro di "Un ciclone in famiglia" con Massimo Boldi e Barbara De Rossi. La sua attività di regista e sceneggiatore continua negli anni seguenti con grande intensità: nel 2003 gira "Il pranzo della domenica", e nel 2005 "Il ritorno del Monnezza" con Claudio Amendola nel ruolo del commissario portato al successo da Tomas Milian in numerosi film polizieschi degli anni Settanta.

L'ultima fatica cinematografica di Vanzina è "Caccia al tesoro" del 2017 con Vincenzo Salemme, Serena Rossi, Carlo Buccirosso, Max Tortora, Christiane Filangieri e Gennaro Guazzo. Ha lavorato con quasi tutti i più importanti attori italiani Diego Abatantuono, Gian Maria Volonté, Sergio Castellitto, Renato Pozzeto, Paolo Villaggio, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Vincenzo Salemme, Christian De Sica, Massimo Boldi, Enrico Brignano, Michele Placido, Virna Lisi, Monica Vitti, Monica Bellucci, Anna Foglietta e tanti altri. Ha diretto anche molti grandi attori internazionali Faye Dunaway, Rupert Everett, Carol Bouquet, Elliot Gould, Jean Rochefort, Leslie Nielsen, Susannah York, David Warner, Dean Jones, Daryl Hannah, Matthew Modine.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

E' morto il regista Carlo Vanzina

Today è in caricamento