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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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"È stata la mano di Dio" di Paolo Sorrentino rappresenterà l'Italia agli Oscar

Tra i film più personali del regista, nel cast ci sono Filippo Scotti, Toni Servillo e Teresa Saponangelo. Sarà al cinema da fine novembre, poi su Netflix

E' stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino è il film che rappresenterà l'Italia nella selezione per il miglior film internazionale agli Oscar. Lo ha deciso la commissione di selezione, istituita presso l'Anica su richiesta dell'Academy, riunita oggi. E' stato scelto tra i 18 di cui era stata proposta candidatura tra film distribuiti in Italia o in previsione di essere distribuiti tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021. L'annuncio ufficiale di tutte le nomination sarà l'8 febbraio 2022 e la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 27 marzo.

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Di cosa parla "E' stata la mano di Dio" e quando esce su Netflix 

Presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, E' stata la mano di Dio è senza dubbio il film più personale di Sorrentino ed arriverà in cinema selezionati il prossimo 24 novembre e su Netflix il 15 dicembre. Il regista torna nella Napoli della sua gioventù per raccontare la storia di un ragazzo (interpretato da Filippo Scotti) che assomiglia molto al giovane Sorrentino. Una vicenda costellata da gioie inattese, come l'arrivo della leggenda del calcio Diego Maradona, e da una tragedia altrettanto inattesa. Quando aveva 16 anni il regista, infatti, perse all'improvviso entrambi i genitori, interpretati nel film da Toni Servillo e Teresa Saponangelo.

Maradona e il cinema hanno rappresentato per Sorrentino una forza salvifica, una distrazione dall'angoscia: "Ad un certo punto mi sono reso conto che c'era stata una gran parte di amore nella mia vita da ragazzo e anche una parte molto dolorosa e mi è sembrato che tutto questo potesse essere declinato in un racconto cinematografico. Ho compiuto 50 anni l'anno scorso e mi è parso che ero abbastanza grande e maturo per affrontare un film personale, poi avevo un caro amico e collega che mi diceva sempre che non faccio cose personali. L'ho presa come una provocazione da raccogliere".

A proposito del titolo il regista ha detto: "E' un titolo che è in relazione al caso o a chi crede a dei poteri divini. Io, sembrerà peregrino, ma credo in un potere semidivino di Maradona".

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