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Sabato, 1 Ottobre 2022
Sala vs piattaforme

Pupi Avati: "La sala cinematografica ha un destino segnato"

"Nelle sale cinematografiche il film 'comanda' mentre sulle piattaforme, con il telecomando, si può abbandonarlo anche dopo soli due minuti dall'inizio", dice il regista bolognese, che fra poco terminerà le riprese del suo film su Dante, un progetto dalle molte traversie

"Temo fortemente che le sale cinematografiche abbiano un destino segnato". È la triste profezia di Pupi Avati, intervenuto oggi al Meeting di Rimini. Questo avverrà, secondo lui, perché "nelle sale cinematografiche il film 'comanda' mentre sulle piattaforme, con il telecomando, si può abbandonarlo anche dopo soli due minuti dall'inizio".

"In casa, il film convive con la famiglia, con la cucina, con il bagno, con il telefono e il citofono, con il frigorifero... deve avere dall'inizio molta forza narrativa, mentre al cinema un film si vede fino alla fine, non fosse altro che perché si è pagato un biglietto. Dopo un periodo così lungo in cui siamo stati costretti alla piattaforma digitale, credo che purtroppo le sale cinematografiche si apprestino ad avere una vita grama", ha detto Avati. Eppure, ha sottolineato il regista, "il cinema italiano si presenta alla prossima Mostra di Venezia in modo meraviglioso: poche volte vi è stata una rappresentanza di film interessanti, curiosi, lontani dal 'cinemetto' da commedia dalla panchina corta. Si registra davvero un mutamento di rotta sostanziale per la qualità proposta: il nostro cinema ha ripreso coraggio ed è proprio quel che serve, il coraggio di mantenere la sua identità artistica e culturale".

Il film su Dante di Pupi Avati

Nel frattempo Avati sta terminando le riprese del suo film su Dante: "Siamo alla fine dell'ottava settimana e ne mancano ancora due”. Un progetto con una gestazione travagliata. "Abbiamo dovuto agire contro tutti", ha lamentato infatti Avati. "Ho 82 anni e avrei voluto fare questo film vent'anni fa, ma non me l'hanno fatto fare, per difficoltà finanziarie: ora, quando si è trattato di aiutarmi, solo Rai Cinema si è mossa e soltanto adesso il ministero della Cultura, malgrado tante promesse e tanta cattiva letteratura su Dante".

"Con questo mio film, voglio rendere Dante seducente e non saccente e supponente come lo dipingevano i miei insegnanti quando andavo a scuola: hanno fatto di tutto affinché non lo amassi! Ora, invece, l'ho riscoperto, è un personaggio straordinariamente giovane e può essere modernissimo".

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