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Giovedì, 27 Gennaio 2022

Non fatevi ingannare dal trailer di Mother/Android, il film Netflix è una delusione

Nei corsi di scrittura creativa una delle prime cose che insegnano è che per creare una buona storia si deve partire da un personaggio che vuole qualcosa, non riesce a ottenerlo e fa un percorso evolutivo per raggiungere il suo obiettivo e diventare una nuova versione di sé. Bene, tutte queste cose nel nuovo film distribuito da Netflix, Mother/Android, non ci sono. È un peccato perché questa pellicola, appena uscito sul catalogo della piattaforma di streaming, aveva tutte le potenzialità per essere un successo: sia per l'attrice protagonista del film, Chloe Mortez che è solita regalarci belle interpretazioni, sia perché dal trailer e dalla sinossi del film la storia raccontata sembrava davvero promettente mettendo insieme il genere distopico con un po' di fantascienza e quel tema della maternità che è sempre un argomento vincente se approcciato come si deve. Mother/Android, però, che punta tutto su un titolo accattivante (e anche un po' fuorviante) e su una buona idea, sulla carta, è una totale delusione. 

Lento, anzi, lentissimo con con scene ripetitive che non aggiungono niente al racconto e alla caratterizzazione dei personaggi ma che annoiano al punto che diventa inevitabile prendere in mano il telefono e iniziare a fare il solito scroll sulle pagine dei social in attesa che accada qualcosa di interessante. E tutta la parte relativa alla robotica, ai cosiddetti android che prendono il dominio del mondo iniziando a eliminare ogni essere umano sulla faccia della terra, che doveva essere uno degli elemento chiave del film, non viene né presentata con la dovuta attenzione né approfondita nel corso del film diventando un aspetto quasi secondario a una storia che, alla fine, non parte e non va avanti e non arriva da nessuna parte. 

Per non parlare del tema della maternità, uno dei più discussi negli ultimi anni nel mondo del cinema con pellicole che lo hanno saputo raccontare magistralmente, basta pensare a Pieces of a Woman o The Lost Daughter, ma in Mother/Android, anche la maternità viene buttata lì e non dovutamente sviluppata diventando solo il pretesto per andare avanti nella storia.

L'unico aspetto interessante del film è un brevissimo dialogo tra un android e Giorgia (Chloe Mortez), la protagonista della storia, dove lui le spiega che a "rendere deboli" gli umani è sempre e solo l'amore, i legami, l'affezionarsi mentre i robot non cadono mai in questi tranelli del cuore ed è per questo che riescono ad avere il dominio sugli umani. Anche qui, però, la frase resta detta al volo e non approfondita neanche un minuto di più del tempo necessario per pronunciarla. 

Dialoghi basilari, una trama scritta male, una storia che non porta da nessuna parte e due ore di film che non insegnano niente di nuovo alla fine della visione. Le premesse c'erano ma non hanno retto al passaggio dalla teoria alla pratica e nel cinema è questo che fa la differenza. 

Voto: 5

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