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Martedì, 25 Gennaio 2022

Underwater è un ritratto vulnerabile di Federica Pellegrini che mostra, per la prima volta, la donna dietro l'atleta 

C'è sempre un essere umano dietro la figura di un campione, emotività dietro la "cattiveria agonistica", insicurezze dietro l'immagine di un vincente e c'è sempre stata una donna dietro l'atleta Federica Pellegrini.  A volte ce lo si dimentica ma dietro ogni eroe c'è un uomo o una donna in carne e ossa che, con costanza, pazienza e quel pizzico di temerarietà, sceglie di spingersi al di là delle colonne d'Ercole per vedere cosa c'è dietro quel limite di esplorazione imposto dagli dei o semplicemente dalla nostra stessa mente. 

La chiamano "divina" ma Federica Pellegrini dietro gli occhialini, la cuffia e il costume da gara è sempre stata una donna, una ragazza, un'adolescente e nel suo nuovo film documentario, Underwater, presentato nelle sale cinematografiche di tutta Italia e debuttato oggi, 20 gennaio, su Prime Video, la si vede per la prima volta in tutta la sua emotività, dolcezza e tenerezza e, vederla così, è emozionante. 

Con un percorso a ritroso tra le glorie del passato, i record del mondo, gli ori e gli argenti olimpici, mondiali, europei, i problemi alimentari, la perdita prematura del proprio allenatore, una famiglia sempre presente e un amore, con Matteo Giunta, che è arrivato nella sua vita per imporsi solido come una colonna portante e cambiarle la vita e la carriera, Underwater mostra un lato inedito di Federica Pellegrini, quella ragazza di Spinea che a 15 anni nuota, in piscina, con un tempo da finale olimpica e che solo un anno dopo stupisce tutti ottenendo un argento alle Olimpiadi di Atene in quei 200 stile che diventeranno la sua gara regina per la quasi totalità della sua carriera sportiva. 

Underwater è un film/documentario che mostra per la prima volta immagini private della vita di un'atleta olimpica quando non è colpita dalle luci dei riflettori, retroscena della vita privata di una ragazza quando, chiusa nella sua stanza, ha, come tutte le persone della sua età, dubbi e incertezze su se stessa e la propria bravura, racconti a cuore aperto di una donna che, con una perseveranza e una forza mentale senza limiti, non ha mai mollato la presa sui suoi obiettivi e non si è mai perdonata neanche un singolo errore.

Federica Pellegrini ha vissuto una vita correndo dietro al tempo, il tempo di gara, il tempo di vita, ma non si è mai fatta prevaricare da quel tic toc delle lancette che lei, invece, ha sempre preso come stimolo per riuscire perfino a batterlo il passare del tempo. Ed è così che a 33 anni, dopo le Olimpiadi rimandate per Covid, torna a tuffarsi in vasca insieme alle giovanissime nuotatrici che dalla loro parte, invece, il tempo lo avevano eccome. Federica, però, non molla mai e con tutta la forza mentale che l'ha sempre contraddistinta si conquista la sua ultima finale oiimpica chiudendo, in grande stile, la sua incredibile carriera da nuotatrice.

Il bello di Underwater è che si pone come un occhio onesto, umano, introspettivo sulla vita di una persona che, nella vita, ha fatto grandi cose.  È un film che non stanca mai, anche dopo un'ora e mezza di immagini e lo si continuerebbe a guardare ancora a lungo senza mai perdere l'attenzione o la voglia di andare avanti. E poi, una volta usciti dalla sala non si può che venire travolti da quell'adrenalina, quella forza e quella "cattiveria" che escono dallo schermo e ci accompagnano a casa e, si spera, nella vita. 

C'è chi la considera antipatica, chi saccente ma Federica Pellegrini è solo una donna che ha avuto sempre il coraggio di rimettersi in gioco ogni volta che la mente o il corpo le dicevano di non essere abbastanza brava o di non avere più il tempo per essere la migliore. E così, bracciata dopo bracciata, Federica ha continuato a spingere indietro l'acqua del passato e delle insicurezze per crearsi lo spazio e il tempo di brillare ancora una volta e da questo c'è solo da imparare. 

Voto: 8

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