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Martedì, 18 Gennaio 2022
La rivelazione / Stati Uniti d'America

Il Parkinson ferma Michael J. Fox: “Lascio il cinema. Mi ritiro”

Il peggioramento della malattia ha definitivamente bloccato la carriera dell'attore di “Ritorno al futuro”

"Nessuno può chiamarmi fifone" diceva Michael J. Fox quando vestiva i panni di Marty McFly in uno dei suoi più celebri film, "Ritorno al futuro". L'attore di coraggio ne ha da vendere, soprattutto nella vita privata. Alla soglia dei 60 anni ha annunciato il suo ritiro dai set abbandonando di fatto la sua carriera di attore a causa del peggioramento della sua malattia, ma la strada percorsa è stata lunga pur se in salita. Nel 1991 gli è stato diagnosticato il morbo di Parkinson, una malattia neurodegenerativa che coinvolge principalmente alcune funzioni, quali il controllo dei movimenti e dell'equilibrio, ma anche la memoria viene coinvolta.

Nonostante le evidenti difficoltà Michael J. Fox è riuscito a continuare a recitare per quasi 30 anni dopo la diagnosi. Una diagnosi impietosa per una malattia cronica che può portare in alcuni casi a un peggioramento repentino delle condizioni di vita. Ora, a 60 anni, l'attore tanto amato dal pubblico annuncia di dover definitivamente dire basta al suo lavoro. Oltre che bravo è stato anche molto intelligente a rimodulare la sua vita e il suo lavoro in base alla malattia. "Quando non sono riuscito a recitare nel mondo in cui ero abituato ho trovato nuovi modi", ha raccontato nel corso di una recente intervista. È accaduto ad esempio in 'Scrubs - Medici ai primi ferri', fortunata serie comica nella quale l'attore ha recitato in un paio di episodi. "Ho interpretato il ruolo di un tipo con Doc (disturbo ossessivo-compulsivo) e mi sono reso conto che potevo usare il Parkinson per il ruolo".

Più duratura la sua interpretazione in "The Good Wife": l'attore l'ha definito un colpo di fortuna perché ha dato vita a un personaggio con i suoi stessi disturbi. L'attore interpretava Louis Canning, un avvocato che usa i suoi sintomi del Parkinson per manipolare la giuria. A un certo punto però la condizione fisica è degenerata ed è stato costretto a dire addio ai set. "Ho raggiunto il punto in cui a volte non potevo far affidamento sulla mia capacità di parlare il che voleva dire non recitare in modo tranquillo così l'anno scorso ho mollato". 

Una carriera condotta in maniera esemplare anche nei momenti di difficoltà degli ultimi tempi ma che ha avuto sicuramente il suo periodo migliore a cavallo tra gli anni '80 e '90. Proprio in quel periodo era in corsa per interpretare un film cult dell'epoca: “Ghost”. Alla fine il ruolo non gli venne assegnato e rappresentò per molto tempo una grande delusione lavorativa. "Con il senno di poi ho capito che non poteva esserci altro protagonista, per quel ruolo, al di fuori di Patrick Swayze" ha poi ammesso con grande signorilità. 

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