Giovedì, 6 Maggio 2021
Venezia

Venezia 77, Almodóvar al Lido: nel suo film una donna abbandonata aspetta il ritorno dell’amante

Il regista spagnolo porta sul grande schermo il monologo di Jean Cocteau, protagonista è Tilda Swinton

Prima giornata effettiva del Festival del Cinema di Venezia che prende il suo avvio, dopo la cerimonia iniziale di ieri e l’anteprima assoluta del film Lacci di Daniele Luchetti. Da oggi 3 settembre iniziano le proiezioni dei film in concorso, le varie conferenze stampa, sessioni fotografiche e i vari arrivi di attori e ospiti importanti.

Proseguono anche gli appuntamenti con i fuori concorso, con un felice ritorno a Venezia: Pedro Almodóvar, che ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera proprio l’anno scorso, presenta il suo ultimo lavoro The Human Voice.

The Human Voice con Tilda Swinton

È un cortometraggio liberamente tratto dalla pièce teatrale La Voce Umana di Jean Cocteau. L’opera è un monologo del 1930 che, oltre a essere portato a teatro da grandi interpreti, è stato trasposto cinematograficamente anche da Roberto Rosselini che ha voluto come protagonista la grandissima Anna Magnani, nel film a episodi L’amore (1948). Almodóvar da sempre è stato affascinato da questo testo, rielaborandolo o prendendo spunto da esso in diversi suoi film come La legge del desiderio (1987) e Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988).  

Una donna passa tre giorni in una vana attesa della telefonata del suo uomo. Accanto a lei un cane, inconsapevole di essere stato abbandonato dal padrone. La donna, interpretata da Tilda Swinton, in questi tre giorni passa da uno stato d’animo all’altro: dall’incredulità all’incertezza, dalla rabbia alla disperazione, dall’angoscia alla frustrazione, fino alla scoperta della meschinità e l’ipocrisia dell’uomo. “The Human Voice – afferma Almodóvar – è una lezione morale sul desiderio, anche se la protagonista si trova proprio sull’orlo dell’abisso. Il rischio è una parte fondamentale dell’avventura di vivere e di amare. Il dolore è molto presente nel monologo; il film descrive lo smarrimento e l’angoscia di due esseri viventi tormentati per la mancanza del loro padrone”.

Due Leoni d’oro alla carriera, un solo film

In questo cortometraggio protagonista assoluta è Tilda Swinton, anch’essa a Venezia in questi giorni dove ha ritirato il suo Leone d’oro alla carriera. Un’unione artistica davvero interessante, per queste due personalità così diverse e così complesse e per le particolarità delle loro carriere. “È un onore affiancare Tilda in un anno in cui riceverà un premio meritatissimo – racconta ancora Almodóvar – Per la verità, The Human Voice è un festival di Tilda, una rassegna dei suoi infiniti e assortiti registri come attrice. È stato uno spettacolo dirigerla”. Dal canto suo l’attrice inglese durante la conferenza stampa di oggi ha confessato “Una volta ho chiesto a un prete di pregare affinché potessi recitare in un film di Pedro Almodóvar. Credevo fosse impossibile perché non parlo spagnolo, ma il cinema è un linguaggio universale fatto di sguardi, intese”. A quanto pare questo suo desiderio è stato esaudito e proprio in occasione del primo film in inglese del regista spagnolo.

Entusiasta anche Alberto Barbera, diretto artistico della Mostra che ha commentato: “È uno straordinario piacere e un grande onore accogliere nuovamente Pedro Almodóvar a Venezia, un anno dopo avergli assegnato il Leone d’Oro alla Carriera, con il suo nuovo film tratto da La voce umana di Jean Cocteau e interpretato da Tilda Swinton, il Leone d’Oro alla carriera di quest’anno. È una circostanza eccezionale, in un anno fuori dell’ordinario: il modo più bello per celebrare insieme il desidero di tornare al cinema in compagnia di uno dei più grandi registi contemporanei”.

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