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Sabato, 3 Dicembre 2022
Cinema

Vicini di casa, una commedia afrodisiaca per lo più insipida

Dal regista Paolo Costella, che già ha firmato film come Matrimonio al sud (2015) e Per tutta la vita (2021) e vincitore di un David di Donatello per la miglior sceneggiatura per Perfetti sconosciuti (2016), arriva al cinema il 1° dicembre la nuova produzione tutta italiana con protagonisti Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Valentina Lodovini e Vinicio Marchioni

Esce in sala a dicembre distribuita da Medusa film la nuova pellicola del pluripremiato regista Paolo Costella dal titolo Vicini di casa, remake del film spagnolo Sentimental del 2020 diretto da Cesc Gay, a sua volta adattamento cinematografico di una pièce teatrale del regista stesso. Costella dirige questa volta Vittoria Puccini (che interpreta Federica), Claudio Bisio (nel ruolo di Giulio), Valentina Lodovini (come Laura) e Vinicio Marchioni (nei panni di Salvatore) in una commedia irriverente e, come recita il poster del film, ‘afrodisiaca’.

Trama

Federica e Giulio sono sposati da tempo e hanno lentamente ceduto alla routine, la passione si è spenta, si scontrano di continuo e ormai faticano a comunicare. Al contrario loro, invece, la coppia che da poco abita al piano di sopra, Laura e Salvatore, che affiatati e focosi non hanno nessun problema di intimità e spesso la notte diventano persino “rumorosi”. Un giorno Federica decide di organizzare una cena e invitare a casa Salvatore e Laura. A fine serata però, i due vicini avanzano loro una proposta alquanto provocatoria che cambia le sorti della serata con sorprendenti conseguenze. 

L'analisi 

Il film si svolge a Roma, in un elegante appartamento al cui interno si incontrano/scontrano due coppie diametralmente opposte tra loro: Federica e Giulio sono una coppia sposata da ormai diversi anni che a parte la figlia condivide davvero poco, ognuno vive la sua vita e faticano a coniugare le diverse esigenze; Laura e Salvatore invece sono una coppia che nonostante stia insieme da tre anni è ancora nel pieno di quel fuoco tipico delle giovani coppie, e la cui passione risulta palpabile anche nelle situazioni più semplici, dal modo in cui si guardano a come si sfiorano quando sono vicini. Durante la cena emerge quasi immediatamente la differenza principale del rapporto tra le due coppie ed è così che la trasgressiva proposta che i due giovani avanzano per provare a smuovere un po’ l’intimità di marito e moglie spingendoli oltre la loro monotonia manda invece del tutto in crisi i coniugi.

I quattro personaggi molto diversi tra loro e facilmente identificabili grazie al lavoro che è stato fatto nella sceneggiatura per rendere chiari fin da subito i loro caratteri, anche e soprattutto in relazione alla proposta che dà la svolta alla serata. Questa polarizzazione però non si coniuga bene nelle dinamiche della commedia, che risulta infatti troppo lunga (il film può essere idealmente diviso in tre parti: prima, durante e dopo la cena; la prima e l’ultima sono eccessivamente lunghe, con troppi dialoghi e poco contenuto, quella di mezzo invece che dovrebbe essere il fulcro della storia, scorre talmente veloce che quasi non ce ne si accorge), con tempi comici lenti e dialoghi che non sempre scorrono agevolmente. Gli unici due personaggi che si salvano, seppur per motivi differenti sono quelli interpretati da Claudio Bisio e Valentina Lodovini. Il primo, Giulio, è la vera colonna portante dell’intero film, a cui tocca il compito di portare quella chiave di ironia che salva la pellicola nonostante troppo spesso si riduca ad una banale comicità atta unicamente a strappare qualche risatina, più che delle risate vere e proprie. Laura invece è l’unico personaggio con il quale sia possibile identificarsi, agisce e reagisce in modalità plausibili, senza esagerazioni forzate (come risulta nel complesso il personaggio di Salvatore, troppo spesso fuori posto con le sue battute e affermazioni) o al contrario sottotono (come invece appare il personaggio di Federica, priva di una sua caratterizzazione ben definita).

È palpabile il desiderio del regista di replicare il successo di un film come Perfetti sconosciuti, ma in Vicini di casa manca quel ritmo serrato, quella componente di sorpresa e quell’atmosfera che fecero la fortuna del precedente film. Qui si cerca più che altro di giocare su un tema ‘tabù’ spingendo ad una riflessione e apertura che però nulla lascia allo spettatore, limitandosi a cavalcare idee per lo più idee stereotipate.

Voto: 5.5

La locandina -3

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