Giovedì, 22 Aprile 2021

Nastri d'argento 2020, Volevo nascondermi è il film dell'anno: ecco cosa c'è da sapere

Protagonista Elio Germano, è un biopic sul pittore Antonio Ligabue. La cerimonia di premiazione a giugno "con mascherina e distanziamento sociale, ma comunque live", spiegano gli organizzatori

Elio Germano (Crediti foto @Enrico De Luigi)

'Volevo nascondermi', biopic incentrato sulla vita del pittore Antonio Ligabue, vince il Nastro dell’Anno 2020, ovvero il riconoscimento di eccellenza che va oltre le candidature. A meritarlo sono Palomar e Rai Cinema per la produzione, Giorgio Diritti per la regia e ovviamente la performance di Elio Germano, che riceveranno i premi, come ogni anno, alla fine di giugno, anche in quest’edizione particolare che si svolgerà a Roma pur con una rivisitazione dovuta alle misure restrittive per coronavirus. 

Un film su Ligabue, che "tra sofferenza e talento supera la malattia mentale attraverso la creatività"

Presentato con successo in concorso a Berlino - dove per la sua straordinaria interpretazione Elio Germano ha conquistato l’Orso d’Argento come miglior attore protagonista -, Volevo nascondermi riceve il riconoscimento che il Direttivo dei Giornalisti Cinematografici assegna scegliendo tradizionalmente un’opera che merita una particolare sottolineatura di eccellenza, oltre il verdetto che annualmente premia i migliori dell’anno attraverso il voto di tutti gli iscritti al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani che assegna i Nastri d'Argento dal 1946.

"E' un film che, con lo stile essenziale della semplicità, mette a fuoco la sofferenza e il talento personalissimo di un uomo che, attraverso l’esplosione della sua creatività irrefrenabile, riesce a riempire il vuoto della solitudine e superare il disagio dell’emarginazione e della malattia mentale - si legge nelle motivazioni - Ma, oltre il racconto di un personaggio così straordinariamente ‘diverso’, una riflessione sulle contraddizioni profonde di un mondo che - per dirla proprio con il suo straordinario protagonista - marcia a forte velocità in ogni direzione dimenticando ‘tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta’, i Ligabue che sono in mezzo a tanta civiltà".

La trama di Volevo nascondermi

Volevo nascondermi è un biopic sulla vita dell'artista Antonio Ligabue, grande pittore naif emiliano e tra le figure più rilevanti dell’arte contemporanea internazionale. Nella pace assoluta delle banchine del fiume Po, amava dipingere leoni, tigri, gorilla e giaguari.

Toni, figlio di una emigrante italiana, respinto in Italia dalla Svizzera dove ha trascorso un’infanzia e un’adolescenza difficili, vive per anni in una capanna sul fiume senza mai cedere alla solitudine, al freddo e alla fame. L’incontro con lo scultore Renato Marino Mazzacurati è l’occasione per riavvicinarsi alla pittura, è l’inizio di un riscatto in cui sente che l’arte è l’unico tramite per costruire la sua identità, la vera possibilità di farsi riconoscere e amare dal mondo.

“El Tudesc,” come lo chiama la gente è un uomo solo, rachitico, brutto, sovente deriso e umiliato. Diventerà il pittore immaginifico che dipinge il suo mondo fantastico di tigri, gorilla e giaguari stando sulle sponde del Po. Sopraffatto da un regime che vuole “nascondere” i diversi e vittima delle sue angosce, viene rinchiuso in manicomio. Anche lì in breve riprende a dipingere. Più di tutti, Toni dipinge se stesso, come a confermare il suo desiderio di esistere al di là dei tanti rifiuti subiti fin dall’infanzia. L’uscita dall’Ospedale psichiatrico è il punto di svolta per un riscatto e un riconoscimento pubblico del suo talento. La fama gli consente di ostentare un raggiunto benessere e aprire il suo sguardo alla vita e ai sentimenti che sempre aveva represso. Le sue opere si rivelano nel tempo un dono per l’intera collettività, il dono della sua diversità.

Nastro dell'anno, come avverrà la premiazione

La cerimonia di quest'anno dei Nastri d'Argento sarà "con mascherina e guanti, sanificazioni, e distanziamento sociale, ma comunque ‘live’ - spiega per il Direttivo Nazionale la direttrice Laura Delli Colli - in un omaggio, mai come quest’anno, all’insegna della solidarietà con tutto il cinema, dalla regia ai protagonisti, ma anche a tutti i lavoratori ‘invisibili’, dietro le quinte. Un mondo di talenti, di tecnici e di grande artigianato al quale, oltre l’incoraggiamento e il riconoscimento dei premi, auguriamo soprattutto di poter tornare al lavoro".

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