Lunedì, 12 Aprile 2021

"I nostri artisti che ci fanno tanto divertire", polemica per le parole di Conte

Nel decreto rilancio fondi e aiuti anche per i lavoratori dello spettacolo, che però non hanno gradito il discorso del Presidente del Consiglio

Giuseppe Conte in conferenza stampa

A sollevare per primo la questione era stato Tiziano Ferro, agli inizi di aprile, a 'Che tempo che fa', poi l'appello di Laura Pausini a cui si sono uniti cantanti e attori italiani per chiedere al Governo aiuti concreti in sostegno dei lavoratori dello spettacolo, dimenticati dalle prime manovre finanziarie di questa emergenza e senza una data di ripartenza. 

Dopo mesi di buio e incertezze, la risposta dello Stato è arrivata durante la conferenza con cui Conte ha annunciato l'attesissimo decreto rilancio: "La cultura, non dimentichiamo neppure questo settore, abbiamo un occhio di attenzione per i nostri artisti che ci fanno tanto divertire e ci fanno tanto appassionare". Alt. Nemmeno il tempo di ascoltare il resto che gli artisti - non tutti, per fortuna - hanno storto il naso per quel "ci fanno tanto ridere", sentendosi sminuiti e quasi umiliati davanti a tutta Italia. Ha twittato subito Luca Bizzarri, infastidito dalle parole del Presidente del Consiglio, poi anche il comico Pinuccio: "Ma i nostri amici artisti, che ci fanno divertire, era inteso tipo i nostri amici cani e gatti che ci scaldano le giornate?", ma sono in tanti a farsi il sangue amaro. 

E' caccia, dunque, al verbo che sarebbe stato più adatto, elegante, rappresentativo, snobbando l'"appassionare" e tralasciando le parole arrivate dopo: "Per gli iscritti al fondo Pensione Lavoratori dello spettacolo, che abbiano versato almeno 7 giorni di contributi nel 2019, arriverà l'indennità di 600 euro anche per i mesi di aprile e maggio. E creiamo anche un fondo Cultura con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2020, finalizzato alla promozione di investimenti e altri interventi per la tutela, fruizione e valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale". Non è molto, si può contestare, ma è qualcosa e gli appelli non sono caduti nel vuoto. Però quel "ci fanno ridere" non va proprio giù. Non si direbbe, ma si sa, non tutti gli artisti sono mostri di simpatia (e a volte fanno proprio i comici).

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