Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Maurizio Costanzo: "Io e Maria vivi per miracolo dopo l'attentato"

Il giornalista, ospite a "Servizio Pubblico", è tornato a parlare del fallito attentato mafioso del '93 che aveva proprio lui nel mirino

La battaglia di Maurizio Costanzo contro la mafia stava per costargli molto caro. Negli anni '90 il giornalista, per via dei suoi programmi e interviste su Cosa Nostra alle più alte cariche dello Stato, era molto scomodo per il boss Totò Riina e questo fece di lui uno degli obiettivi dei tanti attentati che ci furono in quegli anni.

Il 14 maggio del 1993 ci fu un'esplosione in via Ruggiero Fauro, a Roma, vicino il Teatro Parioli, dove il conduttore aveva appena registrato una puntata del "Maurizio Costanzo Show". Un cambio improvviso di auto, ha permesso a Costanzo, e alla moglie Maria De Filippi che era con lui, di salvarsi.

"Durante gli anni in cui mi occupavo di mafia chiesi ad Andreotti o a Martelli che la si finisse con la vergogna dei mafiosi che lasciavano le infermerie del carcere per starsene tranquilli in ospedale - ha raccontato il giornalista ospite durante l'ultima puntata di 'Servizio Pubblico' - L'aver ottenuto questo credo mi abbia nuociuto molto".

"Quel giorno avevo cambiato macchina - ha ricordato - Quei 30, 20, 10, 5 secondi di incertezza nel premere hanno consentito alla macchina di girare e quindi di non prendere l'onda d'urto. Se non avessero avuto quei secondi di incertezza eravamo senza testa io, Maria, l'autista e pure il cane. E la cosa bella di una cosa orrenda è che non ci furono morti".

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