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Martedì, 17 Maggio 2022

Legge sulla Vulvodinia, Damiano dei Maneskin a Montecitorio con la fidanzata Giorgia Soleri

Dai grandi palchi del rock alla Camera dei Deputati a Roma. Il cantante dei Maneskin è la bandiera della legge che chiede il riconoscimento di una malattia che, nell'arco della vita, può affliggere una donna su sette

"Io sono un alleato di Giorgia, in quanto mia compagna, di tutte le persone che fanno parte di questo progetto e le persone che soffrono. Io di mio posso solo aiutare a dare visibilità ed è quello che sto cercando di fare da un anno a questa parte. Dobbiamo sperare che la politica faccia il suo corso. Intanto concentriamoci sul lavoro fatto da Giorgia e da tutto il Comitato". Con queste parole Damiano David, cantante dei Maneskin, spinge la proposta di legge per il riconoscimento di vulvodinia e neuropatia del pudendo nei Lea (livelli essenziali di assistenza del sistema sanitario nazionale), presentata oggi in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

Vestito in giacca e cravatta, come da regolamento del Palazzo, la voce della band italiana mette anima e corpo a disposizione di una battaglia che vede in prima linea la fidanzata Giorgia Soleri. Proprio quest’ultima è stata una delle prime negli anni passati a parlare della vulvodinia, a rendere nota una patologia che, secondo stime, colpisce tra il 12 e il 15% delle donne e può compromettere seriamente la loro qualità della vita. Di fronte a questo impegno, Damiano dei Maneskin ha chiesto ai giornalisti presenti di parlare di questa patologia perché tanto sconosciuta quanto gravosa per la vita di chi ne è affetto. "Il grande lavoro è il loro" ha continuato il rocker riferendosi alle donne del comitato, per poi rivolgersi ai giornalisti presenti: "Dovete concentrarvi sul loro lavoro perché io sono solo qui a fare il bello". È un Damiano umile e serio mentre cerca la mano della fidanzata e chiede sostegno per una battaglia in favore delle donne, compresa la fidanzata Giorgia Soleri, che di vulvodinia è affetta. 

Che cos’è la vulvodinia?

È una malattia che colpisce la parte esterna della vagina con bruciori e dolori molto forti che possono durare anche mesi, al punto da rendere impossibili le azioni più scontate della quotidianità, come sedersi e accavallare le gambe. Il punto è che la vulvodinia è ancora una malattia poco conosciuta. Per questo tante donne ne soffrono, ma fanno fatica a trovare medici specialisti capaci di diagnosticarla in tempi brevi e avviare un protocollo di cure. Intanto però il problema diventa cronico dopo tre mesi, cambiando completamente gli standard di vita. Non cambia molto con la neuropatia del pudendo, che riguarda il 4% delle donne. È un dolore di tipo neuropatico con sensazioni di spilli, scariche elettriche, formicolio, prurito nell’area pelvica, con possibili irradiazioni ai genitali esterni, alla regione lombare, all’osso sacro e alla radice delle cosce. 

Per questo "chiediamo di inserirla nei Lea, fra le malattie croniche. - ha detto Silvia Carabelli del comitato Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo - Chiediamo dei centri specializzati in ogni regione per un approccio multidisciplinare che sia in grado di diagnosticare e curare; la formazione perché pochissimi specialisti sono in grado di diagnosticare e curare; la sensibilizzazione per le persone; l’informazione nelle scuole e fondi per la ricerca scientifica e la prevenzione". Tutto questo in una legge che possa cambiare le cose a fronte di un sistema sanitario pubblico incapace anche solo di riconoscere i sintomi. L’unica via è il privato "ma parliamo di venti specialisti in tutta Italia, con liste di attesa che arrivano anche a un anno e mezzo per una visita" ha ribadito Carabelli.

L’importanza della proposta di legge è confermata dalla larga rappresentanza dei partiti in Parlamento che l’hanno sottoscritta. Ma la deputata Giuditta Pini (Partito democratico) avverte sulle difficoltà dell'iter di legge: "Potrei dirvi: questa legge vedrà presto la luce. Ma sarebbe una bugia. La prevenzione in questo paese si paga. Da noi si trovano i soldi per ristrutturare le villette con il bonus 110% e non si trovano per la prevenzione delle malattie”. 

Più ottimista Rossana Boldi (Lega), che ha paragonato la vita di chi soffre di vulvodinia e neuropatia del pudendo al calvario di chi è affetto da endometriosi e fibromialgia. "Le donne devono sapere che esiste" ma "mancano dieci mesi alla fine di questa legislatura. Non è facile, ma si può fare con due azioni: presentare continuamente emendamenti, puntando ad inserirla nella prossima legge di bilancio e fare pressione sulle Regioni perché a queste nessuno impedisce di inserire la vulvodinia tra le prestazioni extra Lea". 

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