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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
la voce fuori dal coro

"Io gay contro il Ddl Zan. Pericoloso, nessuno lo voleva"

Il giornalista Alberto Dandolo dice la sua sulla legge contro l'omotransfobia bloccata in Senato

Proteste in piazza, indignazione sui social e in tv, il Ddl Zan, bloccato mercoledì in Senato, lascia profondi solchi di sdegno da nord a sud. Una legge tanto attesa dalla comunità lgbt, eppure qualcuno che oggi tira un sospiro c'è. E non serve andare a scavare tra omofobi - o presunti tali - tantomeno nei partiti che fin dall'inizio si sono schierati contro. Tra i rivali di Zan ci sono anche omosessuali.

Ci vuole coraggio ad esporsi in questo senso, soprattutto in questi giorni caldi. A farlo è il giornalista Alberto Dandolo, che su Instagram dice la sua e non ci va cauto: "Mi fa molta tenerezza questa enorme onda di indignazione del popolo social e media in merito all'affossamento del Ddl Zan. Questo innaturale urlo di vergogna e di collettivo dolore, questa patetica difesa di un Ddl che la maggior parte di voi non ha probabilmente nemmeno letto mi inquieta. L'unica vergogna è stata semmai nella non volontà di arrivare a una democratica mediazione da parte di chi ci rappresenta. Nessuno la voleva in realtà sta legge. Altrimenti si sarebbe trovato un accordo". Da questa premessa Dandolo condivide il suo pensiero in merito: "Il Ddl se fosse passato così come era scritto, sarebbe stato per alcuni versi assai pericoloso. Mi riferisco in particolare ad una clausola dell'articolo 4 che ribadiva la punibilità delle opinioni che integrerebbero il "concreto pericolo" che si compiano discriminazioni o violenze. Ma decidere cos'è che incita alla violenza e cosa no, sarebbe rimasta una prerogativa del magistrato. E questo è molto pericoloso - continua il giornalista - perché le opinioni non possono correre il rischio di essere sottoposte ad una sorta di scrutinio giudiziario". 

"Ai bambini si deve insegnare il rispetto in generale, non per categorie protette"

Il post di Dandolo non tralascia nessun punto: "Conferire sanzione normativa all'identità di genere avrebbe rappresentato un vero controsenso - prosegue - Soprattutto se poi fossero stati puniti quelli che non condividono quest'ideologia. E' invece, al contrario, proprio la libertà di pensiero ed espressione a costituire la base di tutti i diritti. Basta lasciare ogni persona libera di scegliere il comportamento sessuale che preferisce, senza che questo debba avere a che vedere con la sua identità sessuale". Il giornalista obietta anche la parte del Ddl Zan che riguardava le scuole: "Un controsenso anche la istituzione di una giornata sulla omotransfobia che doveva essere celebrata nelle scuole. Ma ai bambini non si dovrebbe  semmai insegnare il rispetto dell'altro in generale, di ogni persona, di ogni essere umano anziché insegnare il rispetto per categorie (i disabili, gli omosessuali)? - chiede provocatoriamente - Alcune categorie sono protette e vanno rispettate. E gli altri? Per fortuna il Paese reale è assai più avanti delle leggi e dei ddl. Io se fossi in alcuni di voi mi indignerei per ben altro in questo momento storico".

La reazione al post

Tanti i commenti al post di Alberto Dandolo, quasi tutti di sostegno. Qualcuno, invece, rinfaccia al giornalista di spettacolo di essere un privilegiato. "E' facile per lei parlare" scrive una follower, aggiungendo: "Lei che è un giornalista e personaggio pubblico sarà in qualche modo al riparo da eventuali scortesie. Pensi alle altre persone omosessuali comuni, che non hanno alcuna garanzia di protezione da probabili attacchi verbali e non". La risposta ammutolisce tutti: "Io sono stato gay negli anni '80, in provincia di Napoli e con una famiglia cattolica e conservatrice". E la risolve così: "L'aggravante espressa dal Ddl è già contemplata per etero e gay dal nostro codice, ossia 'futili motivi'".

Il post di Alberto Dandolo

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