Sabato, 19 Giugno 2021

La questione di Demi Lovato e del pronome "loro", spiegata in modo semplice

Da ieri sera, sempre più persone stanno parlando di Demi Lovato, e in particolare di una sua dichiarazione in cui ha fatto coming out sulla propria identità di genere. "Datemi del loro" hanno titolato, sbagliando, alcuni giornali italiani: la questione in realtà è ben più semplice, almeno per chi parla la nostra lingua. Vediamo perché, e cosa ha detto davvero Lovato, e perché non è proprio il caso di fare ironia sulle sue parole.

Chi è Demi Lovato?

Prima forse è il caso di ricordare, soprattutto a chi non è cresciuto nei primi anni Duemila, chi è Demi Lovato. La sua fama è iniziata nel 2008, quando aveva 16 anni, grazie al film prodotto da Disney Camp Rock, in cui Lovato era protagonista e anche interprete della canzone This is me (un titolo profetico, a pensarci oggi).

Dopo quel film, il successo di Demi Lovato è legato soprattutto alla carriera di cantante: ha prodotto diversi album che sono entrati nelle classifiche mondiali, e ha svolto anche il ruolo di giudice in X Factor USA. La sua voce è considerata una delle migliori della sua generazione.

Nei mesi scorsi, Lovato aveva dichiarato prima di essere bisessuale, e poi pansessuale. Ora, appunto, si definisce persona non-binaria, ovvero non si riconosce né nel genere maschile né in quello femminile.

Come è nato il "caso" Demi Lovato nelle scorse ore

Il "caso" di queste ore è nato dal nuovo podcast che Lovato ha lanciato ieri, 4D with Demi Lovato (ascoltabile a questo link). Per inaugurare questa sua nuova esperienza, Lovato ha voluto quindi mettersi a nudo e parlare ai suoi fan di qualcosa di molto intimo, ovvero la propria identità di genere.

Cosa ha detto Demi Lovato

In una serie di tweet, Lovato ha spiegato in forma scritta: "Ogni giorno ci svegliamo e ci viene data un'altra opportunità e occasione di essere chi vogliamo e vorremmo essere. Io ho trascorso la maggior parte della mia vita crescendo davanti ai vostri occhi... voi avete visto il bello, il brutto, e tutto ciò che c'è in mezzo". 

E poi: "La mia vita non è stata solo un viaggio per me, stavo vivendo anche per le persone dall'altra parte delle telecamere". "Oggi sono felice di condividere qualcosa in più della mia vita con tutti voi. E di farvi orgogliosamente sapere che mi identifico come una persona non binaria e cambierò ufficialmente i miei pronomi in essi/loro d'ora in poi". 

Ancora Lovato spiega: "Questa decisione arriva dopo un periodo di cura e di lavoro di introspezione. Sto ancora imparando a conoscermi, e non pretendo di essere portavoce o persona esperta in materia. Condividere questa cosa con voi mi apre un nuovo livello di vulnerabilità".

"Sto facendo ciò per quelle persone là fuori che non hanno potuto condividere chi sono davvero con le persone che amano. Vi prego, continuate a vivere nelle vostre verità e sappiate che vi mando tantissimo amore". Infine, Lovato ringrazia per il supporto e invita i suoi fan a conoscere una serie di organizzazioni che si occupano di queste questioni.

Ovviamente, nel podcast Lovato ha chiarito nel dettaglio cosa intende quando si definisce non-binary, e la questione dei pronomi (su cui torniamo dopo). "Sento che è il modo che meglio rappresenta la fluidità che sento nell'espressione del mio genere e mi permette di sentirmi a mio agio sia con la persona che so di essere, sia con quella che sto ancora scoprendo" ha detto Lovato.

Il punto cruciale della questione è invece in queste sue parole: "Significherebbe tantissimo (in inglese ha detto "it would mean the world") per me se le persone usassero they/them per parlare di me. Poi, accetterò se a qualcuno scapperà un lei perché so che nella mia posizione ci vorrà un po' prima che le persone si abituino. Ma vorrei che la gente facesse uno sforzo: penso che sia importante perché voglio usare questi pronomi con cui mi sento bene, ma non voglio che le persone abbiano paura di sbagliare e non provino a usarli".In sostanza, Demi Lovato sta ancora affrontando un percorso personale, ma preferisce i pronomi essi/loro, e vorrebbe che la gente facesse lo sforzo di usarli senza però aver paura di sbagliare o che scappi un "lei".

Perché è sbagliato dire che Lovato affermi "datemi del loro"

Chiarito cosa ha detto Lovato, è il caso di spiegare perché diversi giornali italiani hanno intepretato le sue richieste in modo linguisticamente errato. Lovato non ha detto "datemi del loro", e tutte le battute che leggiamo oggi sui social ("come il mago Otelma", "non basta darle del lei? E chi è una regina?" ecc.) non hanno fondamento, per un motivo molto semplice.

Il they/them a cui si riferisce Lovato, come può spiegare qualunque persona conosca la linguistica, non è il pronome "allocutivo", cioè quello da usare quando ci si rivolge a una persona. In Italia abbiamo il lei per le persone che non conosciamo e il tu per le persone a noi familiari, in inglese invece si usa sempre "you", che vale sia come tu sia come voi. Insomma, per fare un esempio semplice, se incrociate Demi Lovato per strada e volete sapere come sta, potete tranquillamente chiedere "how are you?" e non "how are they?".

"Il punto da chiarire a mio avviso è questo: in inglese, a differenza che in italiano, non esiste il genere grammaticale (che si manifesta nell'accordo delle parole associate al nome: I tuoI tantI carI amici, quellA bellA casa ecc.); quello che abbiamo è un sistema di pronomi personali e di pronomi e aggettivi possessivi che segnalano il sesso, o, meglio ancora, l'identità di genere delle persone a cui si riferiscono (le entità inanimate hanno it/its; tranne qualche eccezione come i nomi di nave femminili). Quanto ai possessivi, questi marcano il sesso / identità di genere del possessore" ci ha spiegato Alberto Arceri, laureato in etnolinguistica (grazie ad Arceri per la sua spiegazione).

Perché, in italiano, la questione dei pronomi di Lovato è molto facile 

La richiesta di Lovato ha una particolare rilevanza in inglese: in quella lingua, infatti, il soggetto delle frasi va sempre espresso, se non con un nome, almeno con un pronome (che infatti significa proprio "al posto del nome"); inoltre, gli aggettivi e i pronomi possessivi di terza persona singolare (suo, sua, suoi, sue) sono legati al genere ("his" maschile, "her" femminile, "its" per oggetti inanimati).

Quindi una frase come "Demi Lovato ha detto nel suo podcast che il pronome che preferisce è they/them" in inglese necessita di un pronome personale e di un aggettivo possessivo. Che, secondo quanto chiede Lovato, sarebbero così: "In THEIR podcast, Demi Lovato said that the pronouns THEY prefer are they/them" (per farsi un'idea, può essere utile leggere questo articolo su The Hollywood Reporter).

Al di là delle facili battute già citate, invece, in italiano la questione si pone molto di rado, perché i soggetti possono essere sottintesi e gli aggettivi possessivi non hanno genere. Per avere una prova di ciò, è sufficiente rileggere da capo questo articolo, in cui non è stato necessario usare alcun pronome o aggettivo con genere maschile o femminile. Ma se fosse necessario, non avremmo alcun problema con la richiesta di Lovato, e ci mancherebbe anche. 

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