Lunedì, 21 Giugno 2021
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A Milano l'ultimo saluto a Elio Fiorucci

Chiesa piena e commozione ai funerali dello stilista scomparso celebrati da Don Mazzi

Milano saluta Elio Fiorucci e la sua rivoluzione colorata e allegra nella moda. La chiesa di San Carlo in Corso, a due passi dalla Galleria Passarella dove si trovava lo storico negozio da lui fondato, era piena per il funerale celebrato da don Antonio Mazzi.

La bara coperta di fiori bianchi è arrivata in chiesa alle 10:45. Pochi i volti noti al funerale, tra questi il fotografo Oliviero Toscani, Afef Jnifen, Massimo e Milly Moratti, il vicesindaco di Milano Francesca Balzani, fresca di nomina. Sedute in prima fila due delle tre figlie dello stilista (una è rimasta a casa perchè in attesa) e le sue sorelle, circondate da amici e familiari. Fuori una corona di girasoli del collega stilista Paul Smith, dentro i gonfaloni del Comune e della Regione per le istituzioni.

"Caro Elio, sono contento di essere qui con te proprio in questo momento, che ci sia la chiesa piena, in qualche maniera per compensare la solitudine nella quale sei morto. Sono anche convinto che gli angioletti che erano e che sono ancora sulle magliette che hai inventato ti abbiano già portato nel posto giusto" ha detto don Mazzi all'inizio della messa. Il prete ha definito Fiorucci un poeta e un sognatore, e ha letto una poesia di Alda Merini dedicata agli angeli. "Milano ha bisogno degli angeli delle magliette di Elio, che si stacchino per volare e dipingere questa città diventata artificiale, svuotata dei colori e orfana di quel palcoscenico che qui a san Babila aiutava ciascuno di noi a raccontare quelle storie che non eravamo capaci di raccontarci" ha aggiunto nella predica.

Alla fine della messa il ricordo è stato affidato a Mario Furlan dei City Angels e a Giusy Laganà dell'associazione "Fare x bene", che tutela i diritti delle donne: Fiorucci sosteneva entrambe le iniziative e aveva disegnato per loro magliette e logo. "L'ultima volta che ho visto Elio a maggio era venuto nel nostro centro di via Pollini a mangiare vegetariano con i senzatetto: si rapportava con gli ultimi in modo semplice, schietto e umano. Voglio ricordarlo facendo sì che il nostro centro d'accoglienza più grande di Milano porti il suo nome e si chiami d'ora in poi Casa Fiorucci" ha detto il City Angel.

Un'altra petizione, partita su Change.org, chiede che la Galleria Passarella dove sorgeva il negozio Fiorucci sia intitolata a suo nome. Una proposta che il Comune sostiene, come ha detto il vicesindaco Balzani dopo la messa. Il 2 novembre la commissione per le onoranze del Comune formalizzerà la proposta di iscrivere il nome di Elio Fiorucci nel Famedio del Cimitero Monumentale con gli altri che hanno dato lustro alla città.

Le due proposte sono state accolte da lunghi applausi, così come la partenza della bara, diretta verso il paesino di Sueglio, sulle montagne in provincia di Lecco, dove lo stilista aveva casa e dove verrà sepolto.

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