Martedì, 11 Maggio 2021

Fazio preoccupato per i figli: "La scuola deve essere un posto sicuro"

In un video pubblicato su Twitter, il conduttore commenta la riapertura delle scuole: "Non è possibile che qualche bambino si possa ammalare per incuria o leggerezza"

Fabio Fazio

Fabio Fazio torna a parlare sui social dopo le vacanze estive e lo fa a poche settimane dalla riapertura delle scuole. Un tema importante che lo coinvolge in prima persona come padre e su cui ha le idee ben chiare: "Siamo ormai all'ultima settimana di agosto, si avvicina l'apertura delle scuole e quindi uno dei temi più dibattuti di questi giorni per chi ha figli come me in età scolare è proprio la scuola. E' un argomento fondamentale ed è fondamentale che le scuole riaprano naturalmente, perché la scuola non è solo didattica ma anche socializzazione, imparare a crescere, conoscersi, fare amicizia, innamorarsi. Ne siamo tutti consapevoli - spiega - ma la scuola deve essere un posto sicuro, non è pensabile che un bambino si possa ammalare per incuria o per leggerezza".

"La scuola è anche un argomento difficile da trattare perché tutti siamo andati a scuola e quindi tutti pensiamo di avere il diritto di sapere cosa fare - prosegue Fazio - In realtà la situazione è complicata, le scuole sono tante, gli studenti milioni, fare una progettualità che metta insieme tutte le necessità in questo momento di emergenza sanitaria non è facile". Nelle parole del conduttore non c'è polemica, ma qualcosa non gli torna: "Alcune domande rimangono senza risposta - dice - per esempio abbiamo scoperto in questi giorni che la febbre ai bambini non si misurerà a scuola ma devono misurarla i genitori a casa e questo sicuramente non aumenta la sicurezza. Un altro argomento, il più trattato dai genitori è a che cosa servono i banchi con le ruote. Abbiamo escluso che servano a scappare più velocemente dal virus ma ancora non abbiamo capito a che servono ma lo scopriremo solo vivendo. Ma in questi mesi non si poteva fare una rete vera per l'insegnamento a distanza e fornire i tablet a quei ragazzi che non possono permetterselo? Così avremmo fatto una cosa che sarebbe rimasta nel futuro e che in caso di emergenza avrebbe consentito l'insegnamento a distanza e di diminuire la presenza nelle aule! Le risposte prima o poi arriveranno". Si spera.

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