Mercoledì, 23 Giugno 2021
il caso

La non risposta di Fedez alle accuse di auto-censura

Due giorni fa l'inchiesta dell'Espresso sul rapper milanese

Fedez, 31 anni

Sono passati due giorni da quando L'Espresso ha pubblicato un'inchiesta a proposito di Fedez, accusando il rapper di ergersi a "paladino della libertà di espressione" per poi "censurarsi da solo e per soldi". Al momento non è arrivata alcuna risposta da parte dell'artista, solitamente spedito nel replicare a tutto ciò che lo riguarda e, comunque, presentissimo sui suoi canali social, dove in questi giorni sta raccontando una vacanza in Versilia insieme alla moglie Chiara Ferragni.

L'accusa del settimanale è arrivata giovedì, quando in un articolo a firma di Vittorio Malagutti e Carlo Tecce si leggeva "Fedez, per i suoi affari ha accettato volentieri la censura: il gruppo Be, suoi azionisti e finanziatori in Doom amministrata dalla mamma Annamaria Berrinzaghi, gli ha imposto di non 'rilasciare dichiarazioni inerenti al settore bancario e assicurativo che cagionino un danno alla società'. Pena l’interruzione di un’alleanza che soltanto nel 2021 dovrebbe fruttare 15 milioni di euro di ricavi".

Abituato alla querelle social, Fedez questa volta decide di non esporsi. O comunque di non farlo nei tempi fulminanti a cui ci ha abituati. Ultimo in ordine di tempo il caso del Concertone del Primo Maggio, quando, in esatta concomitanza dell'esibizione, ha denunciato a mezzo social di "dover inviare il testo di un mio intervento perché venga sottoposto ad approvazione politica", sottolineando di aver dovuto "lottare un pochino ma alla fine mi hanno dato il permesso di esprimermi liberamente". Il proseguio è cosa nota: la diffusione, ad opera del cantante, di una telefonata privata con la vicedirettrice di Rai Tre Ilaria Capitani, a cui è seguita per lui una querela per diffamazione da parte della Rai ("Querelerò il direttore di Rai Tre", la controreplica).

"Fedez si autocensura per contratto, non può parlare di banche e assicurazioni"

Innumerevoli le diatribe precedenti, tutte vissute a mezzo social e in real time. A colpi di Stories Instagram, quindici giorni fa, ha replicato prontamente a Alberto Ravagnani, il sacerdote che lo aveva accusato di averlo bloccato sui social ("Ti ho offerto spazio nel mio podcast, ti ho bloccato perché mi 'asciugavi' un pochino", la replica di Federico). Poi c'è stato il botta e risposta con Guido Crosetto, ex deputato di centrodestra e cofondatore di Fratelli d'Italia, sempre a tema Primo Maggio; e ancora quello con l'assessore della Lega al Commercio del comune di Macerata, Laura Laviano, che aveva criticato la sua linea di smalti.

E poi, andando indietro nel tempo, il puntuale attacco al rinnovo del vitalizio per Roberto Formigoni dopo la condanna in via definitiva per corruzione, gli attacchi a Simone Pillon sul tema del DDL Zan. Per non parlare degli scontri infiniti con il Codacons, il cui antagonismo al rapper è ormai entrato nella leggenda. Siparietti diventati presto virali. Ma questa volta, nei giorni dell'inchiesta dell'Espresso, il rapper sceglie di non pronunciarsi.

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