Sabato, 5 Dicembre 2020

Fedez incontra Diego, salvo grazie alla 'sua' terapia intensiva: "Senza di voi sarebbe stato impossibile"

Il rapper è andato a trovare il 18enne che a fine maggio, dopo aver sconfitto il covid, si è sottoposto al primo trapianto di polmoni in Europa

Fedez e Diego, foto @Instagram

Un incontro che fa il giro del web e accende i riflettori sulla funzione migliore dei social, quella della condivisione. Una vera "potenza" come sostengono, ma soprattutto come hanno dimostrato, Fedez e Chiara Ferragni, che con la loro raccolta fondi lanciata a marzo, nel pieno dell'emergenza coronavirus, sono riusciti a far costruire in poche settimane un nuovo reparto di terapia intensiva al San Raffaele di Milano. E' qui che Diego, 18 anni, ha lottato per due mesi contro il covid, poi trasferito al Policlinico per un trapianto di polmoni - il primo mai tentato in Europa - e oggi finalmente guarito.

Fedez è andato a trovarlo il giorno prima delle sue dimissioni, insieme alla moglie Chiara Ferragni, e la commozione del rapper dice più di tante parole: "In questa storia è come se ci fossimo dentro un po' tutti noi - scrive su Instagram accanto a una loro foto - questo ragazzo è stato tenuto in vita grazie alla terapia intensiva che abbiamo costruito insieme ed è stato salvato grazie ad un intervento di trapianto di polmoni mai fatto prima in Europa su un paziente Covid. Domani verrà finalmente dimesso, gli aspetta un periodo di riabilitazione ma è un ragazzo forte e mi sento di dire che il peggio è passato. Mandategli un sacco di energie positive perché ci siamo promessi che a settembre andiamo a berci una birra insieme, per brindare alla salute di tutti noi. E voglio dirvi grazie dal profondo del mio cuore perché senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile".

"Sono incontri che rimangono per sempre - ha detto ancora Fedez tra le sue storie, con gli occhi pieni di lacrime - Credo che insieme abbiamo fatto qualcosa di veramente speciale. Abbiamo fatto una figata, sono contento".

Le nostre nostre vite si sono incontrate grazie ad uno di quegli intrecci che solo l’imprevedibilità della vita ci può regalare. In questa storia è come se ci fossimo dentro un po’ tutti noi, questo ragazzo è stato tenuto in vita grazie alla terapia intensiva che abbiamo costruito insieme ed è stato salvato grazie ad un intervento di trapianto di polmoni mai fatto prima in Europa su un paziente COVID. Domani verrà finalmente dimesso, gli aspetta un periodo di riabilitazione ma è un ragazzo forte e mi sento di dire che il peggio è passato! Mandategli un sacco di energie positive perché ci siamo promessi che a Settembre andiamo a berci una birra insieme, per brindare alla salute di tutti noi 💖🙏🏻 E voglio dirvi grazie dal profondo del mio cuore perché senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile. Federico

Un post condiviso da FEDEZ (@fedez) in data:

La storia di Diego, 18 anni e i "polmoni bruciati" dal coronavirus: salvo grazie al trapianto record

Diego, che ha compiuto 18 anni giusto due settimane prima che in Italia esplodesse il coronavirus, è stato il primo in tutta Europa ad essere sottoposto ad un trapianto di polmoni, effettuato al Policlinico di Milano, dopo aver contratto il coronavirus. Il calvario del 18enne inizia il 2 marzo. Il giovane, senza nessuna patologia pregressa, inizia ad accusare una febbre alta e nel giro di quattro giorni viene ricoverato nella terapia intensiva realizzata alla tensostruttura del San Raffaele, nata proprio per rispondere all'emergenza Covid. Dopo due giorni la situazione precipita ulteriormente: il ragazzo ha bisogno di essere intubato mentre - raccontano dal Policlinico di Milano - "il virus non smette di fare danni e compromette i polmoni del ragazzo così tanto che il 23 marzo i medici dell'Unità di Terapia Intensiva cardiochirurgica del San Raffaele lo devono collegare alla macchina Ecmo per la circolazione extracorporea". Anche questo, però, non basta e i dottori si rendono conto che i suoi polmoni "si sono compromessi irrimediabilmente, non si torna più indietro".

Così quel 18enne in salute, sano, resta in vita soltanto grazie alle macchine. A metà aprile arriva il primo barlume di speranza: in un confronto con gli esperti della chirurgia toracica e trapianti di polmone del Policlinico, diretti dal dottor Mario Nosotti, si decide di tentare un'ultima strada, quella di donare al 18enne dei polmoni nuovi. Una via disperata, mai tentata prima in Europa - negli stessi giorni un intervento simile sarà eseguito a Vienna -, che gli stessi medici definiscono "un salto nel vuoto". La strada non è semplice, gli ospedali sono alle prese con la pandemia, ma alla fine la macchina sanitaria e l'intervento viene realizzato, con successo.

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