Mercoledì, 28 Luglio 2021

Se il dibattito politico si fa in diretta social con Fedez

Fedez, foto da Instagram

"La cosa che fa capire il livello basso della politica italiana è uno come Matteo Renzi che chiede un dibattito pubblico a Chiara Ferragni. Questa è la cosa triste". Così Fedez ieri dopo il botta e risposta al vetriolo tra la moglie - che aveva affermato "i politici fanno schifo" - e il leader di Italia Viva che aveva prontamente replicato: "Qualunquista", chiedendo all'imprenditrice digitale un faccia a faccia. Tutto abbastanza fuori luogo, sì, ma esattamente come lo è il dibattito politico che adesso sembra essersi trasferito dalle più consuete - e adeguate - tribune (che ultimamente, è vero, non sempre rendono merito all'arte di governare) ai profili social della coppia dai like d'oro, che prima parla a una platea di oltre 35 milioni di persone e poi si stranisce (o finge di stranirsi) per tanta attenzione mediatica. "La cosa che mi stupisce, ogni volta che io e mia moglie ci permettiamo di esprimere il nostro pensiero - ha detto ancora il rapper - è vedere giornalisti, intellettuali e politici che per darci degli stupidi mettono sullo stesso piano il pensiero di Chiara Ferragni e quello della politica italiana. Non colgono la differenza: Matteo Renzi è un politico pagato dagli italiani per rappresentarli, Chiara Ferragni non grava sulle tasche degli italiani. E' un'imprenditrice che esprime il suo pensiero e può permettersi di esprimere anche un pensiero banale".

Tutto vero anche questo? Forse, facendo finta di non considerare il 'solito' senso di responsabilità che in teoria dovrebbero sentirsi addosso i nuovi leader della società 2.0, chiamati appunto 'influencer'. Tradotto: se Chiara Ferragni dice che i politici fanno schifo, le sue parole sono senza ombra di dubbio più pesanti rispetto a quelle del fruttivendolo al mercato, che al massimo arriverebbe ad aizzare una decina di casalinghe e qualche libero professionista alle prese con la spesa rincarata per colpa del Covid. Oppure il peso dei suoi "votate votate votate" va bene solo per il televoto a Sanremo? Delle due, l'una. O Chiara Ferragni detta mode, che fino a prova contraria sono fenomeni di massa, o è una libera cittadina - quale ovviamente è - le cui parole però sprofondano nell'anonimato nel giro di 24 ore, esattamente il tempo di una storia Instagram. 

Ma torniamo a Fedez e al suo nuovo impegno politico. Il rapper ha organizzato mercoledì sera una diretta sul suo profilo social con Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico e promotore della proposta di legge contro l'omotransfobia che porta il suo nome, e Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni. Un incontro per parlare in modo più approfondito del Ddl Zan? No, una ghiotta occasione per demolire Matteo Renzi davanti a milioni di follower già schierati dalla parte del loro beniamino. Insomma, il titolo della diretta invece che il prolisso "Matteo Renzi ci tiene davvero al Ddl Zan o è il paraculo che ha sempre dimostrato di essere in questi anni di politica italiana. Il voto segreto sul Ddl Zan è davvero necessario? Io, mente semplice e ignorante, vorrei sapere cosa votano i senatori. Perché secretare il loro voto?", poteva essere molto più semplicemente "Come tirare un rigore a porta vuota". E giù con le pallonate, dove la parola "incoerente" - rivolta ovviamente all'ex premier - è stata la più delicata. 

Al di là delle posizioni sul Ddl Zan e delle casacche politiche che ognuno sente liberamente di indossare, l'attenzione va proprio sul luogo e sulle modalità del dibattito. Quanto sia corretto da parte di un politico - per usare le parole di Fedez, "stipendiato dagli italiani" - approfittare dello spazio social di un potente influencer facciamo che non sta a noi dirlo, ma di certo non gli fa onore. Mentre i cari e vecchi statisti inorridiscono. 

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