Giovedì, 29 Luglio 2021
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Coronavirus, la raccolta di Ferragni e Fedez è da record: 3 milioni da 93 paesi

Il rapper: "Altre persone hanno lanciato campagne, ma serve istituzionalizzazione per controllo"

Chara Ferragni, 32 anni, e Fedez, 30 (Crediti foto Instagram)

Tre milioni di euro raccolti in un solo giorno. E' straordinario il risultato ottenuto dalla campagna di crowdfunding lanciata da Chiara Ferragni e Fedez in supporto dell'emergenza Coronavirus. I proventi andranno a favore dell'ospedale San Raffaele di Milano, per la creazione di nuovi posti di terapia intensiva che permetteranno di affrontare meglio la situazione sanitaria.  

"Donazioni da oltre 93 paesi, una partecipazione che non ci saremmo mai aspettati, al momento è la campagna di raccolta fondi più grossa che si sia mai realizzata, e questo è pazzesco", ha commentato Fedez. 

"Da ieri è come se si fosse accesa una miccia, perché da questa campagna ne sono nate altre che stanno andando molto bene per aiutare anche altri ospedali e questo è fantastico". Fedez aggiunge poi un 'consiglio' sul meccanismo di raccolta fondi. "Occorrerebbe una sorta di 'istituzionalizzazione' - dice il rapper - perché molto spesso queste campagne hanno come conto bancario il conto personale di chi istituisce la campagna, e sta alla buona fede delle persone andare a versare i soldi negli ospedali. Eviterei questo scenario in cui si raccolgono soldi e non si sa dove vanno a finire. Ci vorrebbe una task force che si occupi di questo", aggiunge.

Ecco come donare

La raccolta fondi è destinata alla creazione di nuovi posti letto all'interno del reparto di terapia intensiva del San Raffaele, parte del Gruppo San Donato, ad oggi strettamente necessari e indispensabili per affrontare l'emergenza sanitaria del Coronavirus e per fornire gratuitamente a ciascun paziente la cura medica di cui ha urgentemente bisogno.  Per donare è necessario accedere direttamente alla campagna [QUI IL LINK]: sarà possibile fare una donazione minima di 5 euro (la piattaforma non ha commissioni, ma in fase di donazione il donatore può lasciare una mancia facoltativa).

L'iniziativa realizzata con la collaborazione del professor Alberto Zangrillo, primario di terapia intensiva cardiovascolare e generale dell'ospedale San Raffaele, andrà in supporto alla terapia intensiva, ambiente super specialistico per malati gravi. Gli ammalati con insufficienza respiratoria causata dall'epidemia in corso occupano questi reparti che risultano altamente insufficienti a fronteggiare la crisi. Un letto di terapia intensiva ha un costo nettamente superiore rispetto a un letto di degenza normale. È necessario un monitor che rilevi le funzioni vitali del paziente, un ventilatore che assista la respirazione del malato e una serie di pompe infusionali per liquidi e farmaci.

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