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Sabato, 22 Gennaio 2022
L'intervista a Today

Gegia: "Sotto un treno dopo la morte di mia madre, mi hanno salvato Pio e Amedeo"

E' grazie ai due comici pugliesi, che l'hanno voluta nel loro nuovo film al cinema regalandole una nuova primavera professionale, che l'attrice è riuscita a superare uno dei momenti più bui della sua vita

Mentre 'Belli Ciao' spopola al botteghino, Gegia si gode la sua rinascita artistica. "Mi mancava un lavoro importante" ci spiega al telefono, con un'agenda fitta di interviste come non accadeva da qualche tempo fa. L'attrice e comica, icona delle risate anni '80 fra cinema e tv, a Pio e Amedeo non deve però solo questa nuova primavera. Francesca Antonaci - questo il vero nome di Gegia - ha perso la mamma, a cui era legatissima, l'anno prima di girare il film con il duo comico pugliese e quel set è stata una vera e propria terapia oltre che una grande seconda chance.

"Dieci anni fulminanti" prima che il mondo dello spettacolo le voltasse le spalle, quando "dopo Mani pulite in Rai hanno mandato via tutti quelli che c'erano" - compresa lei "con due Telegatti in mano" - e loro degli spaghetti western erano improvvisamente diventati "la me*** del cinema italiano". Non l'ha mai dimenticata invece il pubblico, fondamentale insieme alla sua "tigna" per prendersi oggi il riscatto che aspettava.

Pio e Amedeo campioni al botteghino. Un successo che fa bene al cinema italiano, vista la situazione, ma che solleva anche diverse critiche.
"Hanno superato quel bonazzo di Keanu Reeves. Ti rendi conto? Ma io gliel'avevo detto che andavano bene".

In molti li considerano volgari...
"In questo film l'unica che dice qualche parolaccia sono io. Pio e Amedeo sono comici del nostro tempo. Sono bravi, oltre ad essere due bravissimi ragazzi. E poi non dobbiamo dimenticare che la comicità è cattiva, non è mai buona. Davanti ai film di Stanlio e Ollio si ride perché scivolano, si fanno male, si tirano le torte in faccia. Non ridi perché c'è buonismo".

Questo film era la grande occasione che aspettava da anni.
"Quando la mia agente, Giorgia Vitale, mi ha chiamato per dirmi che mi volevano per il ruolo della mamma di Pio non ci credevo. Facevo la corte a Gennaro Nunziante dal primo film di Zalone. Questo lavoro è stato fondamentale per la mia rinascita artistica ma soprattutto per la mia vita. Stavo attraversando un periodo molto difficile, ero profondamente triste".

Cos'era successo?
"Nel 2019 è morta mia mamma. Un ictus la mattina e il giorno dopo non c'era più. Un senso di impotenza terribile. Mi sentivo vuota, stavo sotto un treno. Lavoravo, facevo piccole cose, ma non stavo bene. Poi è arrivato il Covid. Non avevo più voglia di far ridere la gente, sentivo questa mancanza fortissima e nulla aveva più senso. Non avevo la forza, volevo solo stare in un angolo a leccarmi le ferite e cercavo disperatamente un segnale. Tutti dicevano che mia madre era vicina a me, ma non la vedevo né la sentivo".

Poi è arrivato il film...
"Pio e Amedeo mi hanno salvato. Mi sono stati vicini, venivano a parlarmi ogni volta che ero triste, mi mettevano in mezzo. Mi hanno dato il loro numero perché dovevo chiamarli ogni volta che mi sentivo sola. Piano piano l'umore migliorava. Sul set stavo bene, ci divertivamo, poi tornavo a casa e ricominciavo a stare male. Fino a una sera in cui ho avuto un attacco isterico terribile. Una sensitiva mi aveva detto: 'Un giorno, quando starai con persone che ti vogliono bene, vedrai dei cuori. Te li manda tua madre per farti capire che ti è vicina'. Si vede che quella sera mia mamma mi ha sentito e quando il giorno dopo sono tornata sul set ho trovato davvero quei cuori".

Dove?
"Giravamo in un condominio, a Roma, a terra c'erano dei cuori disegnati col gesso. Il nome di mia madre era Aida e il suo numero magico era il 7. Per terra c'erano 7 cuori e alla fine una 'A'. Sono andata subito a dirlo a Pio e Amedeo, loro me lo dicevano che prima o poi avrei visto un segno. Anche Amedeo ha perso la mamma e mi ha raccontato di una farfalla bianca venuta a fargli visita più volte. Un'oretta dopo sono arrivati dei dolci, come ogni pomeriggio, per fare merenda con tutta la troupe: erano sempre tondi, quel giorno erano a forma di cuore".

Era molto attaccata a sua madre?
"Eravamo simbiotiche. Viveva con me da 15 anni. Quando è morto mio padre non voleva restare da sola a Galatina e l'ho portata a Roma con me. Alla fine era diventata come una figlia, mi prendevo cura di lei e facevo di tutto pur di vederla felice. La sua morte è stata terribile". 

Ci sperava in un ritorno sul grande schermo?
"Quando sono arrivata sul set mi sembrava di essere tornata negli anni '80, quando giravo con i grandi della risata italiana. Mi mancava un lavoro importante".

I grandi, ha detto bene...
"Ho fatto film con Bud Spencer, lo spot della Lavazza con Nino Manfredi. Ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi, da Alberto Sordi a Steno. Poi 'Professione Vacanze', tutti i film con Bombolo, Cannavale, Lino Banfi, Gigi e Andrea. Passavo da una trasmissione all'altra, dalla tv al cinema. Ho vinto due Telegatti con la trasmissione di Raiuno 'Big!', sono stata nominata ai David di Donatello come attrice non protagonista, nell'82, per 'Bomber'. Ho avuto dieci anni fulminanti". 

Poi cos'è successo?
"Negli anni '90 sono cambiate un po' di cose. E' arrivata Mani pulite e in Rai hanno mandato via tutti quelli che c'erano, mettendo altra gente che si è portata altra gente. Io che facevo 'Big!', con due Telegatti in mano, sono stata mandata via per fare posto a un altro programma, 'Solletico'. Ma poi hanno chiuso anche quello per mettere 'La vita in diretta'. Anche il cinema era cambiato. Con 'La Piovra' è iniziata tutta una serie di polizieschi e il genere spaghetti western è stato messo da parte. Eravamo diventati la me*** del cinema italiano, mentre oggi siamo stati rivalutati come film cult. Persi anche lo spot Lavazza dopo 5 anni di successo. Lavorativamente pensavo di essere morta, non mi chiamava più nessuno. E la vita privata non andava meglio, sempre in quegli anni divorziai da mio marito. Un ingegnere, amico intimo di Gerry Calà che avevo conosciuto nell'estate dell'86 sul set di 'Professione Vacanze'. Mi tradiva più di tutti gli altri, non sono mai stata fortunata in amore. Era un alcolista, lo cacciai di casa perché aveva un'altra a Verona. Gerry lo ha preso in casa sua quando stava male e lo ha aiutato finché non è morto".

Come si è rialzata?
"Ho una tigna... Forse perché amo tanto questo lavoro, ma anche perché prendo tutto come una sfida. Su consiglio di mio padre mi iscrissi all'università, a Lettere. Molte persone dicevano che ero ignorante, che dovevo tornare al paese. Ho iniziato a studiare e mi sono appassionata. Ho dato 20 esami in tre anni. Dopo mi sono iscritta anche a psicologia. Ho due lauree. Nel frattempo però non ho mai lasciato il teatro e la gente non mi ha mai dimenticato".

E' stato il mondo dello spettacolo a voltarle le spalle...
"Assolutamente. Il pubblico mi ha sempre incentivato ad andare avanti. Se devo pensare a come sono stata trattata da cinema e tv, per carità di Dio".

Qualcuno adesso si sta ricredendo.
"Sono contentissima. Forse hanno capito che non sono vecchia. Si sono accorti di me, stanno anche scrivendo cose belle. Hanno sempre detto che ero trash, che facevo schifo". 

Un riscatto. E' stata fondamentale la 'tigna' di cui parlava prima?
"Sicuramente sì. E sono felice".

Che ha fatto in questi anni?
"Ho sempre lavorato. Ho una scuola di recitazione, per tanti anni ho fatto le matinée in un teatro a Roma, con centinaia di ragazzini urlanti. Raccontavo le favole. Ultimamente ho fatto una serie per Rai Gulp, 'Halloweird', dove interpretavo una strega. Insomma, ho fatto comunque tante cose ed ero felice lo stesso". 

Oggi come risponde a chi continua a dirle che è trash?
"Buono! Devo dire però che la gente non me l'ha mai detto. Me lo dicevano i giornalisti, i critici, qualche produttore. Ci restavo male, ma quello che mi feriva non era questo. La cosa che mi faceva più male era essere trattata da terrona. Mi chiamavano terrona, dicevano che dovevo tornare al paese. Mi scendeva prima la lacrima, poi arrivava la rabbia. Per fortuna nell'ambiente ho trovato anche persone intelligenti".

Un nome su tutti?
"Berlusconi. E non c'entra niente la politica. Nell'85 feci Grand Hotel, su Canale 5, in prima serata. E' stato l'unico a non darmi della terrona, a non chiamarmi 'burina'. A differenza di altri produttori o pezzi importanti che invece mi hanno sempre discriminato. Lui come si congratulava con le figlie si congratulava pure con me".

Qualche amore famoso?
"Sì, ma non posso fare il nome perché è ancora vivo. Più che amori sono state frequentazioni, piccole relazioni. Mi sono divertita, sono sincera, però non mi sono mai fatta il problema di dire no se non mi andava. Anche a costo di venire depennata dal cast". 

Parliamo di uomini di potere allora...
"L'uomo potente mi ha sempre affascinato. Sono stata molto innamorata di Gianni Boncompagni, che mi ha lanciato. Insieme abbiamo inventato Gegia. Io avevo 19 anni, lui 50. Non mi ha mai sfiorato. Ci speravo tutte le sere. Invece poi è arrivata Isabella Ferrari e mi si è proprio scordato. Ci ho pianto tanto".

Si diverte ancora?
"Oggi ho raggiunto la pace dei sensi. Sarà la menopausa. Sono un paio d'anni che non faccio sesso, ma devo dire che non mi manca". 

Gegia è rinata. Francesca come sta?
"Il tempo aiuta, ma mia madre mi mancherà per tutta la vita. Forse perché non ho una famiglia mia. Ho perso due bambini quando ero più giovane, non sono stata fortunata in questo. Però ho la mia scuola di recitazione, il lavoro, i miei allievi sono come una famiglia. E poi adesso sto vivendo un momento magico, voglio vedere che altro arriva. Se arriva. Se non arriva continuo a fare quello che faccio da anni e sono felice lo stesso".

Gegia sul set di 'Belli Ciao' con Pio e Amedeo

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