Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Jovanotti, i 50 anni dell'eterno ragazzo fortunato

Oggi il cantautore romano compie mezzo secolo: auguri all'eterno ragazzo della musica italiana, all'artista-poeta da cui anche Peter Pan avrebbe tanto da imparare

Lorenzo Cherubini Jovanotti

Lorenzo Jovanotti ha 50 anni. 50 anni sono mezzo secolo, mica poco. 

Oggi, il ragazzo fortunato ha la stessa età che avevano le mamme destinatarie del suo “ciao, guarda come mi diverto!”, i preti di periferia che andavano avanti nonostante il Vaticano, tutti quegli adulti che guardavano crescere una generazione ancora inconsapevole della potenza delle sue canzoni.

Pensarlo loro coetaneo, per chi è diventato grande ascoltando i suoi versi, è uno stordimento. 

Un ossimoro lessico-temporale, 'Jovanotti 50enne'. 

Perché questo dj spilungone dalla esse inceppata tra lingua e denti si muove ancora come un furetto a molla, durante i concerti agita le braccia lunghe a mo' di giostra roteante, si dimena sul palco con la stessa vitalità di quando ammoniva Vasco che "no, io non ci casco" e il suo 'Gimme Five' era il gesto aggregante di adolescenti gagliardi, con la visiera del cappello al contrario e il bomber gonfio sulle spalle strette. 

Quasi quasi appare come un eterno Peter Pan questo moderno cantautore-poeta. Al netto dei tatuaggi, della barbetta bionda d'ordinanza, dello sguardo da perenne discolo, Lorenzo Cherubini-Jovanotti sembra davvero la versione umanizzata di un cartone animato, fermo com'è nella goliardia di una fisicità che lo rende icona di felicità incontenibile, affamata di vita, di allegria.

Ma la realtà è un'altra. La verità è che pure Peter Pan, da questo moderno poeta dei giorni nostri, avrebbe tanto da imparare. Lui sì che è riuscito a crescere insieme ai suoi fan, che è stato in grado di descrivere le emozioni provate da tutti, di dare intensità ai sentimenti e di mostrarsi fragilissimo nello stesso tempo, senza mai trascendere nell'eroismo di un'icona lontana dalla realtà. 

Di lui stesso Jovanotti in un'intervista a Tg5 del 2013, ebbe a dire: "C'è un film di Pasolini dove Orson Welles dà una definizione di Fellini e io immodestamente a volte sogno di aderire a quella definizione: egli danza. Se si dicesse di me mi sentirei molto onorato da questa definizione. Jovanotti: egli danza!".

E allora, con l'augurio che sia l'inizio di una nuova giovinezza, danza ancora Jova, non ti fermare. Qui c'è ancora una tribù che balla, che vuole continuare a farlo al ritmo della tua musica, eterno ragazzo che hai reso tutti noi un po' più fortunati.  

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