Sabato, 31 Ottobre 2020

"La cena di Natale", la coppia Scamarcio-Chiatti torna al cinema

Dal 24 novembre nelle sale il sequel di "Io che amo solo te", diretto sempre da Marco Ponti

La coppia Scamarcio-Chiatti al cinema è una vera garanzia, e dopo il successo di "Io che amo solo te" i due protagonisti tornano in Puglia per il sequel, "La cena di Natale", sempre diretto da Marco Ponti, al cinema dal 24 novembre. Questa volta lei è incinta ma lui continua a distrarsi con un'altra donna, e intorno a loro torna tutto il girotondo di amori, tradimenti, segreti: il papà di lui (Michele Placido) continua a corteggiare la madre di lei (Maria Pia Calzone) il fratello omosessuale (Eugenio Franceschini) forse trova l'amore e contemporaneamente mette incinta l'amica lesbica (Eva Riccobono).

Chiatti e Scamarcio lavorano insieme dai tempi della fiction "Compagni di scuola", e sono stati protagonisti dell'enorme successo dei film tratti dai romanzi di Federico Moccia, "Tre metri sopra il cielo" e "Ho voglia di te".

"Siamo molto legati, molto affiatati, perché ci vogliamo bene - ha spiegato Laura Chiatti alla presentazione del film - E' come quando incontri un amore, riesci a essere te stessa, puoi essere libera anche di spogliarti dei tuoi timori. Lui mi conosce bene, sa come prendermi, e poi io ero incinta, era un momento abbastanza delicato per me, avevo bisogno di un compagno di lavoro come lui".

La cena di Natale del film è condita di colpi di scena e sentimenti, con il tono lieve della commedia, ma quello di Scamarcio è il personaggio più ricco di sfaccettature, non proprio un romanticone pronto a fare il papà.

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"Abbiamo detto, ok, schiacciamo un po' il piede sull'acceleratore dei difetti di Damiano - ha detto il regista - mettiamolo in una situazione in cui lui è imperdonabile, e vediamo se riusciamo a generare un senso di empatia con il pubblico, e in qualche modo riusciamo a perdonarlo. Non so se ci siamo riusciti. A me piace molto lavorare cercando sempre di trovare dei personaggi controversi, anche nella commedia. Questo è stato poi in realtà il segreto, l'ingrediente fondamentale, che ha fatto grande la commedia all'italiana, se pensiamo a 'I mostri' di Risi, a 'Divorzio all'italiana', ai personaggi di Scola, 'Brutti, sporchi e cattivi'. Io penso che il cinema possa essere, la commedia, possa essere un genere che in maniera ironica riesce ad affrontare dei temi o dei paradossi che fanno parte degli esseri umani".

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