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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Richard Gere fascinoso squalo di Wall Street in "La frode"

Bello, ricco e potente, Gere è un magnate della finanza senza scrupoli protagonista di un thriller serrato. Al cinema dal 14 marzo

Arriva in sala da giovedì 24 marzo "La frode", il thriller diretto da Nicholas Jarecki che vede Richard Gere protagonista nei panni di uno squalo di Wall Strett spregiudicato e pieno di segreti.

Ormai splendido sessantenne, avido di ruoli impegnativi che lo portino lontano dalle commedie alla "Pretty Woman", Richard Gere cesella il ruolo di Robert Miller, uomo dalla doppia morale, abituato al potere dei soldi, con una bella e amata famiglia ma anche con un'amante francese che lo attrae irresistibilmente, che all'improvviso si ritrova a fronteggiare il crollo di tutto il suo mondo, soffocato dalla crisi, dai titoli tossici e dalla crisi.

Il suo impero è al collasso, sommerso dai debiti, e a Miller non resta che un ultimo, disperato tentativo di vendere tutto a un'importante banca, prima che vengano scoperte le manovre poco legali con le quali ha cercato di tappare le falle della compagnia. Un tragico incidente fa sì che egli debba difendersi anche dall'accusa di omicidio.

Girato in appena 31 giorni, con una produzione indipendente e un giovane regista-sceneggiatore al suo esordio dietro la macchina da presa con un lungometraggio, "La frode" gioca abilmente mischiando i generi, passando dal thriller finanziario con un personaggio che, per spregiudicatezza e carisma, non sfigurerebbe a fianco del Gordon Gekko di "Wall Street", al legal thriller, puntando l'attenzione sul sistema giudiziario americano, troppo spesso sbilanciato a favore del potente che può permettersi batterie di avvocati,  e aggiungendoci anche la questione razziale, la lotta di classe e il dramma famigliare.

Il finale resta aperto ma non è assolutamente consolatorio, anzi. Il denaro muove ogni cosa, non c'è solidarietà, tutto si compra e tutto si paga, l'importante è restare a galla anche a costo di finire nell'illegalità e nel ricatto.

Richard Gere sfodera fascino e introspezione per un ruolo che sembra scritto apposta per lui, dal quale riesce a far trasparire pericolose ambiguità appena nascoste dal sorriso conquistatore e dall'eleganza dei suoi abiti firmati.

Tim Roth è il poliziotto che gli dà la caccia e che non rinuncerà a niente pur di incastrarlo; Susan Sarandon torna ancora una volta a vestire i panni della moglie di Gere dopo "Shall We Dance" mentre Laetitia Casta è Julie, l'amante volubile e vulnerabile che innesta, inconsapevolemente, la tragedia. Nel ruolo del banchiere Mayfield, "una parte alla Orson Welles" come dice Jarecki, compare a sorpresa Graydon Carter, direttore di "Vanity Fair". 

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