Venerdì, 24 Settembre 2021
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Le Iene, D'Alessio e Tatangelo accusati di diffamazione da Cairo Editore

La trasmissione di Italia 1 e i personaggi in questione finiscono sotto processo per aver messo in dubbio la veridicità degli articoli dei giornali della Cairo Editore che si è difesa mostrando le registrazioni delle delle interviste e smentito, così, le loro dichiarazioni

Nella trasmissione “Le Iene” del 27 gennaio 2013, in un servizio di Filippo Roma, Elenoire Casalegno, Gigi D’Alessio, Vanessa Incontrada, Anna Tatangelo e altri vip si sono sfogati contro il direttore di “Nuovo”, Riccardo Signoretti, accusato di aver pubblicato dichiarazioni da loro mai rilasciate al giornale edito dalla Cairo Editore.

La “iena”, allora, si rivolse proprio a Signoretti per chiedere spiegazioni in merito, il quale si giustificò sostendendo: “Tutte le nostre interviste sono registrate, i collaboratori sono invitati a registrate tutto” e, ciononostante, anche nei mesi successivi, il programma di Italia 1 tenne i contatti con Signoretti per una storia che ebbe a chiamare “Le interviste fantasma”.

Oggi, però, il gup milanese Sofia Fioretta manda a processo il direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi, l’autore e regista de “Le Iene”, Davide Parenti, il giornalista Filippo Roma e le showgirl Elenoire Casalegno, Vanessa Incontrada e Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, tutti per diffamazione: l’accusa riguarda proprio quella puntata dove si sarebbe messa in dubbio la veridicità di una serie di servizi pubblicato su “Nuovo” e su “Diva e Donna”, i due settimanali editi dalla casa del presidente del Torino, Urbano Cairo, poiché le star, alle domande di Filippo Roma, avrebbero negato le indiscrezioni dei due settimanali, parlando di interviste completamente inventate nonostante esistano delle registrazioni negli archivi dei due periodici che documentano le dichiarazioni e che adesso fanno parte del fascicolo del procedimento.

Secondo gli inquirenti, la iena Filippo Roma per riuscire ad ottenere un’intervista con il direttore della rivista “Nuovo”, Riccardo Signoretti, si sarebbe spacciato per la signorina Greta Coccini, inesistente nelle indagini del pm Gaetano Ruta, pertanto, il giornalista dovrà rispondere anche di sostituzione di persona.

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