Venerdì, 24 Settembre 2021
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"Sanremo indescrivibile, ma la svolta è continuare a fare ciò che si ama": l'intervista a Leonardo Lamacchia

Dopo "Ciò che resta", brano con cui ha partecipato all'ultima edizione del Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte, ecco "Le chiavi del mio mondo", nuovo singolo dalle note decisamente più elettroniche

23 anni, di Bari, con una passione che gli brucia dentro da quando era bambino, la musica. Leonardo Lamacchia ha iniziato a cantare a 6 anni, nel coro delle voci bianche in parrocchia, per poi diventare baritono e studiare pianoforte. Anni passati a bussare alla porta dei talent più famosi, poi la grande occasione, il Festival di Sanremo. E sul palco dell'Ariston, tra le Nuove Proposte, ha capito che ha fatto bene a credere in quel sogno. 

Leonardo Lamacchia, coautore delle sue canzoni oltre che interprete, scrive partendo dal pianoforte. "Le chiavi del mio mondo", secondo singolo estratto dall'album "Ciò che resta", omonimo del brano sanremese, racconta il disorientamento, la vulnerabilità e il senso di inadeguatezza che contraddistinguono i ventenni di questa generazione.

Sei giovanissimo, ti sei avvicinato alla musica da bambino, prima cantando in parrocchia, poi diventando baritono e studiando pianoforte, e quest'anno ti sei ritrovato al Festival di Sanremo tra i giovani. Che emozione è stata cantare sul palco dell'Ariston?
"Un'mozione indescrivibile, non riesco mai a trovare parole giuste. Sanremo è un mondo a sé. Sali sul palco, canti, non capisci niente, finisci di cantare e torni alla vita normale".

Che punti di riferimento sono stati per voi giovani Carlo Conti e Maria De Filippi?
"Conti ci ha messo molto a nostro agio, veniva sempre tra di noi, scherzava. Ha sempre seguito le prove, era una figura presente. La De Filippi l'ho vista solo sul palco e una volta dietro le quinte". 

Con i big, invece, c'era scambio? Chi era il tuo preferito?
"Ho avuto il piacere di conoscere Paola Turci, Fabrizio Moro, Ron. Sono delle persone straordinarie, di un'umanità incredibile, molto umili, cosa che non è da tutti oggi, soprattutto tra i più grandi. E' stato bellissimo parlare con loro di musica, testi, e anche di vita. I miei preferiti erano Fiorella Mannoia e Samuel, ma mi piaceva molto anche il pezzo di Michele Bravi".

Lele, vincitore di Sanremo giovani, viene dalla grande scuola di Amici. Tu hai fatto i provini qualche tempo fa, sia per Amici che per X Factor. E' andata meglio così?
"I talent non sono una cosa che disprezzo, anzi. Ci sono milioni di vie per la musica, sta a ognuno sceglierle e utilizzarle a proprio modo. Mi piacerebbe molto fare il percorso formativo di Amici. E' incredibile, ti insegnano tutto ed è molto più bello dopo affrontare il palco, hai una consapevolezza diversa. Lavorare ogni giorno, per mesi, con professionisti è una cosa impagabile".

Dopo "Ciò che resta", brano con cui hai partecipato a Sanremo, è uscito in questi giorni il tuo ultimo singolo "Le chiavi del mio mondo". Che canzone è?
"Completamente diversa dall'altra. E' un pezzo dove l'elettronica prende il posto degli archi sanremesi, si parla d'amore verso se stessi in una società dove noi giovani non riusciamo a trovare il nostro posto. La chiave di svolta è continuare a fare ciò che si ama, come canto proprio in questa canzone: 'Il vecchio che vive nel mio specchio ha la mia stessa faccia e dice passerà'".

Ci sono diversi live in programma...
"Sì, sono in giro per un po' di aperture: il 27 maggio al Palalottomatica con Fabrizio Moro, poi ad agosto Max Gazzè, e altri festival questa estate. Tra poco usciranno tutte le date. C'è tanta voglia di suonare".

Il duetto che sogna Leonardo Lamacchia?
"Sicuramente con Giorgia, Elisa, e anche Marco Mengoni. Giorgia la sento molto vicina per la sua black soul, credo sia una forza della natura. Lei ed Elisa sono due voci femminili perfette ed emozionanti.

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