Sabato, 25 Settembre 2021
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"Mala Vita", la Rai accende i riflettori sui carcerati

In anteprima sulla nuova piattaforma web Ray il 16 marzo e in onda su Rai 3 il 26, il cortometraggio diretto da Angelo Licata con Luca Argentero e Francesco Montanari nei panni di due detenuti

"E' la declinazione contemporanea del servizio pubblico", con queste parole Eleonora Andreatta, direttore Rai Fiction, ha descritto "Mala Vita", il cortometraggio diretto da Angelo Licata che andrà in onda il 16 marzo in anteprima sulla nuova piattaforma web Ray e verrà poi trasmesso il 26 marzo, in seconda serata, su Rai 3. "Così come con 'Braccialetti Rossi' abbiamo dato voce ai ragazzi malati - ha detto ancora Andreatta durante la conferenza stampa di presentazione - con 'Mala Vita' diamo voce ai detenuti".

Liberamente ispirato al racconto "Pure in galera ha da passa' 'a nuttata", di Giuseppe Rampello, vincitore del Premio Goliarda Sapienza 2013, "Mala Vita" accende i riflettori sulla dura vita nelle carceri, con due attori d'eccezione come Luca Argentero e Francesco Montanari nei panni dei protagonisti. Antonio (Argentero) finisce in carcere per l'ennesima volta, ma la sua capacità di piacere agli altri gli ha sempre permesso di sopravvivere serenamente in galera, tanto da considerare la sua solita cella come una seconda casa. Questa volta però le cose non andranno secondo i suoi piani: Rocco (Montanari), un boss della camorra, ha preso possesso del letto solitamente occupato da Antonio e tiene in ostaggio i compagni di cella con violenze e intimidazioni. Antonio dovrà trovare un modo di sbarazzarsi del boss per riuscire a scontare la sua pena con un po' di serenità. 

"Sono stato felicissimo di lavorare con un grande regista come Angelo Licata - ha detto Luca Argentero - E' stato interessante e divertente allo stesso tempo prendere parte a questo progetto. Questa occasione mi ha dato modo di fare qualcosa che non avevo mai fatto, come ad esempio entrare in un carcere. Inoltre mi ha fatto piacere promuovere una delle prime iniziative di Ray e spero che questa nuova piattaforma dia la possibilità ai tantissimi giovani sceneggiatori e registi di esprimersi ed emergere".

Riguardo al carcere e allo spinoso tema della certezza della pena, Argentero è stato critico: "C'è un grosso dibattito sulla condizione carceraria, ma personalmente l'unica cosa che veramente mi indigna è che poi alla fine è più facile andare in carcere se si ruba una macchina usata parcheggiata in strada e non fregando centinaia di milioni di euro a decine di migliaia di cittadini italiani - ha sottolineato l'attore a margine della conferenza stampa - quindi c'è ancora un grande problema secondo me rispetto alla certezza della pena in Italia".

Soddisfatto del risultato anche il regista: "Ho aderito anima e corpo al progetto perché ho avuto la possibilità di raccontare una storia tutta italiana in modo internazionale. Grazie al sostegno di Rai Fiction e alla Riviera Film, infatti, siamo riusciti a girare un piccolo film di 25 minuti senza rinunciare a nessun mezzo tecnico o artistico, puntando su un cast eccezionale che ha dato davvero il massimo".

Tutti i proventi derivati da "Mala Vita" saranno interamente devoluti a beneficio di progetti volti al miglioramento delle condizioni carcerarie.

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