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Sabato, 29 Gennaio 2022
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Matteo Renzi a 'Le Invasioni Barbariche': “Lealtà a Bersani”

Il sindaco di Firenze torna in tv per un'intervista da Daria Bignardi e, tra un colpo a Monti e una frecciata a D’Alema, esprime il suo sostegno al segretario del Pd

La prima puntata de Le invasioni barbariche, in onda ieri su la7, si è aperta con l’intervista al sindaco di Firenze Matteo Renzi, fortemente voluto da Daria Bignardi per il quale è stato “il politico dell’anno” che “non si vede in giro da un po’”.

Dopo quasi due mesi di attesa, Renzi torna a parlare di sé e dell’esperienza delle primarie del Pd che hanno decretato la vittoria di Pierluigi Bersani: ammette che gli ha “roso, come si dice a Roma”, ma lascia trapelare che il suo sogno di cambiare davvero le cose in Italia non si è spento. Sostiene il suo segretario Bersani, “Voglio che Bersani vinca e il Pd governi per cinque anni”, dice, “E sono impegnato in questo, penso sia la scelta migliore per il Paese”. Ribadisce la sua lealtà verso il candidato premier del centro-sinistra, “valore molto importante per un politico”, anche se alla conduttrice che gli chiede se i due si sentono spesso, risponde: “il giusto”. Dichiara, poi, che sarà al suo fianco il primo febbraio a Firenze in quello che non vuole si chiami un “comizio” e non risparmia al partito una stoccata sull’affaire Monte dei Paschi: “Quindici anni di cattiva politica rischiano di affossare Mps. Spero che il governo Bersani tenga distinte banche e politica. Ci sono delle responsabilità evidenti in chi ha amministrato la città, e un eccesso di cattiva politica”.

Parole di deusione su Mario Monti che, dice: “Poteva fare il Ciampi, ha scelto di fare il Dini. Poteva farlo, ma doveva dirlo”. Invece il Professore ha ribadito per “un anno e mezzo ‘non mi candido’, e poi l’ha fatto. Siamo pieni di politici che non mantengono la parola data. Non posso permettermi di giudicare Monti. Ma vi sembra naturale?”. E quanto a Berlusconi, avverte il suo partito di stare attento alle sue potenzialità: “L’errore più grande sarebbe quello di sottovalutare Berlusconi, che è uno che, per tre mesi ogni cinque anni, affitta la speranza”.

A proposito di chi parla male di lui, Renzi crede poco alle attuali lodi di uno dei suoi più grandi nemici all’interno del Pd, Massimo D’Alema: “Mi fa piacere che abbia cambiato idea su di me. Io su di lui non l’ho cambiata” dice e confessa di aver sorriso all’idea che gli stessi che lo consideravano fino ad un mese prima “un male assoluto, un infiltrato, un ragazzino presuntuoso” adesso ne riconoscano la coerenza. Perché se è vero che “chi non cambia mai idea è un cretino, allora noi abbiamo dei Geni in Parlamento”.

Seguitissimo da Twitter, il sindaco fiorentino ha riscosso molti consensi sul social network. Mario Lavia di Europa commenta secco: “Obiettivamente, Renzi con lode”. Condivide anche Corrado Formigli: “Ho battuto una musata. Renzi però ha stile e suona vero”. La blogger Guia Soncini si lascia andare con “Renzi è di quelle sei-settecento grandezze più simpatico dei suoi endorser, comitati, candidati, spin, sarcazzer”. E anche Oscar Giannino, leader di Fare per fermare il declino che tra tutte le forze in campo, tesse le sue lodi: “Destra incredibile, sinistra di sempre, Monti pieno di vecchi ex e nuovi conflitti d’interesse. E poi dicono che non serviva Renzi”.

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