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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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"Mea Maxima Culpa": il docu-film sui preti pedofili (VIDEO)

Arriva al cinema il documentario sui silenzi della Chiesa e gli abusi sui minori compiuti da sacerdoti cattolici in tutto il mondo

Il 20 marzo arriva al cinema il film "Mea Maxima Culpa: silenzio nella casa di Dio" di Alex Gibney.

Distribuita da Feltrinelli Real Cinema la pellicola parla della questione degli abusi sessuali sui minori da parte dei sacerdoti cattolici in tutto il mondo.

Il documentario-shock evidenza come la Chiesa, tramite le sue diocesi sparse in tutto il mondo, abbia negato o nascosto per anni i casi di molestie che venivano denunciate.

"Mea Maxima Culpa" parte dalla denuncia di quattro uomini non udenti di Milwaukee che subirono violenze da parte del direttore della loro scuola, insieme ad altri 200 bambini in vent'anni, e che solo da adulti hanno trovato la forza di rompere il muro del silenzio e dell'omertà.

Dal film di Gibney emergono anche le responsabilità degli ultimi due papi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Joseph Ratzinger, in quanto capo della Congregazione della Dottrina della Fede, ordinò che ogni caso di abuso sessuale su minore venisse sottoposto alla sua attenzione, ha inasprito le norme sugli abusi ma non ha mai aperto gli archivi vaticani e non ha mai decretato per i vescovi l'obbligo di denunciare i crimini.

"In un certo senso la sua opera è rimasta a metà. Il papa Francesco si trova ora sul tavolo questo dossier su come fermare gli abusi e ridare giustizia alle vittime", dice il vaticanista Marco Politi, intervistato durante il documentario di Gibney. Nel film si parla anche di Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo e definito "tossicodipendente e molestatore", protetto dai vertici più alti del Vaticano e sul quale lo stesso Ratzinger non ha potuto fare niente fino a quando non è stato eletto papa.

"Penso che con le sue dimissioni il Papa abbia riconosciuto di non essere in grado di affrontare alcune questioni della Chiesa, fra cui lo scandalo della pedofilia", dice Politi, che ha aggiunto: "In Italia però c'è ancora un'inerzia che contrasta con alcuni episcopati europei che hanno aperto inchieste nazionali. È grave che la Conferenza Episcopale non abbia creato referenti nazionali per trattare il problema". Nel nostro Paese i casi nascosti di minori vittime di abusi da parte di sacerdoti sarebbero 3mila. 

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