Lunedì, 20 Settembre 2021
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Michele Santoro lascia 'Servizio pubblico': "Grazie a tutti, è stato un successo"

"Nemmeno i grandi della tv hanno fatto tanto" ha detto il conduttore nell'editoriale che ha segnato la chiusura definitiva del programma in onda su La 7, lasciando intendere che non tornerà più verso il genere televisivo dei talk show

Qualche mese fa Michele Santoro aveva annunciato che questa sarebbe stata l'ultima stagione di 'Servizio Pubblico', il progetto che, dopo l'addio alla Rai nel 2012, era partito facendo leva sul sostegno dei telespettatori ai quali fu chiesto di fare una donazione per avviare il programma, andato poi avanti per diverse stagioni prima autonomamente su reti indipendenti, poi in esclusiva su La 7 da tre stagioni. 

E così è stato, infatti, perché, in occasione dell'ultima puntata dello spin off 'AnnoUno' condotto da Giulia Innocenzi, Santoro ha salutato il suo pubblico con un discorso che ha avuto tutte le sembianze di un addio definitivo, perlomeno al modello di talk show politico inesorabilmente in crisi. 

Pensavo che sarebbe stato un miracolo durare una decina di puntate […[ Io volevo farcela con le sole nostre forze e volevo farcela alla grande, infatti di puntate ne abbiamo fatte 115. Saviano mi chiamava dall'America dicendo che su internet vedeva la trasmissione […] Ho sempre pensato di fare un lavoro civile, che aveva la sua funzione nel racconto della realtà. Non giudico male Sanremo, anzi, ho profonda stima per chi lo fa, ma Rai per una notte o la maratona per Libero Grassi, nemmeno i grandi della televisione Arbore, Carrà, Grillo, Benigni, Maria De Filippi Biagi, Celentano, i fratelli Guzzanti possono dire di aver fatto cose simili. Sono cose che si fanno non per bravura - che è sempre necessaria - ma per amore. Non solo per amore del proprio mestiere. Per amore di un'altra televisione. Una tv che in quel momento non c'era.

Questo ha detto l'anchorman nel suo editoriale in onda in prima serata e dopo aver confidato di essersi sentito sempre "una ballerina molto in carne che si espone ai fischi del pubblico e al commento critico di qualunque cogli*ne che passa", ha raccontato un aneddoto riferito all'anno in cui fu chiuso il programma di grande successo 'Sciuscià':

Prima di cancellare Sciuscià la Rai aveva deciso di finanziare un mio progetto su Salvatore Giuliano. Un sogno per me: 2 miliardi solo per scrivere la sceneggiatura. Il direttore di allora, ai servizi di Berlusconi, usò la sceneggiatura in tribunale. Ma io non abbassai la testa, vinsi in tribunale e vinsi quella sera in cui lasciai la mia carica di eurodeputato per stringere il microfono da Celentano a Rockpolitik. Quella sera c'erano milioni di persone davanti alla tv e sicuramente anche voi che avete contribuito a far nascere questo progetto". 

Poi il saluto finale con cui ha invitato il suo pubblico alla diretta-evento che si terrà a Firenze il prossimo giovedì che chiuderà l'ultima stagione di sempre di 'Servizio Pubblico':

Comunque la pensiate io vi aspetto a Firenze e per il momento voglio solo dirvi "Grazie, grazie di tutto".

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