Lunedì, 19 Aprile 2021

Al Bano e la crisi economica: “Non sto piangendo miseria, ma la situazione è abbastanza critica”

Al programma 'Mattino 5' il cantante ha commentato la situazione economica attuale segnata dall'emergenza coronavirus

(L'intervista telefonica di Al Bano ai microfoni di Mattino 5)

Non è solo un artista conosciuto in tutto il mondo per la sua voce e per le canzoni diventate ormai un classico della musica italiana. Al Bano Carrisi è anche un imprenditore, titolare di diverse attività che come quelle di tantissimi italiani, in questo periodo stanno risentendo pesantemente della crisi economica dovuta all’emergenza coronavirus. Della grave situazione il cantante ha parlato ai microfoni di Mattino5 nel corso di un’intervista telefonica in cui ha ribadito le difficoltà che si sta trovando ad affrontare non senza preoccupazione. “La situazione è quella che è, il virus sta facendo danni incalcolabili e non guarda in faccia a nessuno. Come tutti mi trovo in una situazione un po' problematica”, ha spiegato all’inviato del programma condotto da Federica Panicucci, addentrandosi poi nei dettagli della personale situazione anche in veste di artista.

“Intanto come artista nessuno di noi può lavorare e nessuno di noi fare il mestiere che per anni ho fatto. Nel frattempo ci sono delle persone che lavorano con me, per quanto mi riguarda ci sono circa una cinquantina di famiglie, e aggiungo che grazie a Dio e sottolineo tre volte grazie a Dio, l'azienda vinicola va benissimo, ma parliamo di agricola. L'albergo ha chiuso, il ristorante è chiuso, la pizzeria è chiusa, sono perdite giornaliere non indifferenti. Ho fatto un esame, e sia ben chiaro non sto piangendo miseria, me ne guarderei bene, ma la situazione è abbastanza critica non solo per me, ma per il resto del mondo che stato attaccato da questo virus”.

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Al Bano, le dichiarazioni sulla musica: “Non c'è un aiuto da parte dello stato”

Amara, poi, è la considerazione che Al Bano rilascia in merito alla situazione dal punto di vista artistico, spiegando le ragioni per cui ha definito la musica come “la Cenerentola delle arti”.

“Questa è una grande amara verità, io sono 60 anni che faccio questo mestiere… La verità è questa, non c'è un aiuto da parte dello stato. Per lo sport ci sono i grandi stadi, per il teatro di prosa i teatri, noi artisti ci dobbiamo accontentare delle piazze, ogni tanto affittano anche gli stadi, bisogna pur dirlo, ma sono situazioni di comodo. Non ci sono strutture per la musica leggera, e vorrei che si pensasse seriamente a questa cosa”, la sua opinione. Infine, l’augurio affinché tutto possa rientrare quanto prima: “Mi auguro che il signor virus muoia di morte inequivocabile e di ricominciare a vivere”, ha concluso Al Bano.

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