Mercoledì, 4 Agosto 2021
il solito copione

Fedez, il Codacons chiede il sequestro della raccolta fondi: "Fate schifo"

Ennesima denuncia dell'Associazione dei consumatori nei confronti del rapper. Stavolta nel mirino ci finiscono i 5 milioni di euro raccolti per i lavoratori dello spettacolo

Fedez contro il Codacons, foto da Instagram

Neanche il tempo di cantar vittoria per Fedez - assolto ieri da un processo per diffamazione - che già arriva un'altra bega legale. L'ennesima firmata Codacons. L'associazione dei consumatori denuncia la raccolta fondi promossa dal rapper per i lavoratori dello spettacolo - che ha raggiunto circa 5 milioni di euro grazie alla partecipazione di una lunga sfilza di artisti italiani - e chiede il sequestro dei soldi. Nella lettera, come mostra Fedez su Instagram, il paragone con Malika Chalhy, balzata alle cronache nelle scorse settimane per aver ammesso di aver comprato una Mercedes con una parte dei soldi dei suoi donatori.

L'ira di Fedez

"Ne ho pieni i cog***" tuona il cantante sui social, stanco di essere perseguitato dal Codacons: "Ennesima raccomandata, dove riescono a paragonare la nostra raccolta fondi per i lavoratori dello spettacolo, dove abbiamo raccolto più di 5 milioni di euro, a quella di Malika che si è comprata la Mercedes e richiedono di procedere all'immediato sequestro. Fate schifo, sono stufo di essere perseguitato da voi". Poi l'accusa: "E' incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi, che so quello che fate. Sono stufo di essere perseguitato pure quando le persone fanno del bene. Vergognatevi". Fedez è un fiume in piena: "Cerco sempre di farmi una risata - continua - però si è arrivati a un punto in cui è veramente insostenibile questa cosa. Io ricordo che il Codacons durante il primo lockdown chiedeva i soldi alle persone con un banner con scritto 'donate per l'emergenza coronavirus', quando i soldi andavano direttamente a loro, che con l'emergenza sanitaria nulla avevano a che fare. Questi hanno il coraggio di venire a rompere i cog*** dove degli artisti hanno raccolto milioni di euro per aiutare i lavoratori dello spettacolo e paragonarla alla raccolta fondi di una ragazzina che si è comprata una Mercedes. Ma perché in questo Paese è possibile fare tutto questo? - conclude, infervorato - Ho almeno una trentina di denunce, devo andare in tribunale per trenta volte con questi str*** che intasano i pubblici uffici. Mi sono rotto il ca***. Non è possibile"

La replica del Codacons

Durissima la replica del Codacons: "Ha nuovamente attaccato l'associazione dei consumatori ricorrendo ad insulti e violenza inaccettabili - si legge in una nota - Evidentemente Fedez non ha letto la nostra istanza, e se l'ha letta non l'ha capita, dimostrando leggerezza e superficialità". L'atto "presentato dalla nostra associazione e a cui il rapper fa riferimento è finalizzato proprio a tutelare le raccolte fondi come quella avviata da Fedez, e a garantire trasparenza e correttezza ai donatori circa la destinazione e l'utilizzo dei soldi raccolti. Una richiesta, come si legge nell'atto, che chiama in causa anche i recenti fatti di cronaca, come il caso di Malika che ha tenuto banco sulla stampa per giorni e ha minato la fiducia dei cittadini verso le iniziative di beneficenza, senza minimamente paragonare la raccolta di Fedez a quella della ragazza", prosegue l'associazione.

Entrando poi nel merito "delle accuse mosse dal rapper verso la nostra associazione, gli insulti, l'arroganza, le menzogne contenute nel suo video e la violenza dimostrata nei nostri confronti varranno a Fedez una nuova querela per diffamazione - annuncia il Codacons - che il rapper si sarebbe potuto evitare se solo avesse letto (e compreso) l'atto che gli è stato notificato. In favore dell'influencer stanziamo volentieri una piccola somma per pagare un giovane docente di italiano che, da oggi, manderemo a casa di Fedez quando dovrà leggere atti da noi scritti, per essere certi che li legga e li comprenda a fondo".

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