Sabato, 24 Luglio 2021
Musica

Infiammò Sanremo, ora Junior Cally va in rehab

Il rapper 29enne soffre di disturbo ossessivo compulsivo: "Gli ultimi due anni sono stati un incubo, non sono invincibile"

Junior Cally, 29 annim sul palco di Sanremo

Due anni fa infiammò Sanremo, oggi Junior Cally va in rehab. Ad annunciarlo è lo stesso rapper, protagonista nel 2019 sul palco dell'Ariston col brano No grazie, ed oggi ad un passo dal percorso di riabilitazione. Non è un caso che il nuovo album in uscita si intitolerà proprio Un passo prima. "Perché un passo prima? Perché ho deciso di fermarmi prima che sia troppo tardi, ho scelto la vita e ho deciso di respirare e di pensare alla mia salute mentale e non", spiega lui. Sarà dunque l'ultimo prima di una nuova fase di vita. 

"Due anni da incubo, non sono invincibile"

Classe 1991, vero nome antonio signore, l'artista di Focene (Roma) rivela oggi di soffrire di disturbo ossessivo compulsivo, di dipendenza dall’alcol e dal sesso. "Questi sono stati due anni da incubo, dove tutti sapete che razza di inferno ho passato a livello mediatico - si legge nell'ultimo post pubblicato su Instagram -  E non parlo “solo” del lockdown e delle difficoltà con le quali tutti abbiamo dovuto scontrarci nelle quattro mura di casa nostra. Pensavo di essere forte e solido a sufficienza per superarla facilmente e invece no, a distanza di quasi due anni mi ritrovo ancora qui a leccarmi le ferite. Non sono invincibile". 

"Io vittima del disturbo ossessivo compulsivo, droga e sesso una malattia"

Cally scende poi nel dettaglio di quanto la malattia vada ad interferire con la sua quotidianità, descrivendo il disturbo come invalidante. "Senza girarci intorno - dice - sono un alcolista e, come già sapete, soffro da anni di DOC (disturbo ossessivo compulsivo). Nei momenti più bui di questo ultimo periodo, dove il DOC tornava ad essere padrone della mia vita trovavo rifugio nel bicchiere. Il bicchiere mi era diventato amico, mi rendeva libero e mi disinibiva, mi dava la forza per fregarmene di tutto ed andare avanti"

"Da stordito non avrei mai acceso e spento la luce 4+4+2 volte - prosegue  - Anche il sesso è diventato una malattia, una dipendenza da curare, perché anche quello è diventato compulsivo, incontrollabile, irrefrenabile. Dunque ho deciso insieme allo psicologo che mi segue da tanto tempo che l’unica soluzione è quella di isolarmi per un po". 

Quindi il saluto ai follower. "Da sabato inizierò un percorso contro le dipendenze dove non potrò vedere nessuno che conosco, dove non potrò usare il telefono e dove ovviamente non potrò più bere - conclude - Andrò in un posto dove mi auguro di poter trovare le forze di guardarmi dentro, un posto in cui vomitare tutte le mie paure per liberarmene una volta per tutte. Spero di riuscire a farvi incontrare una versione di me migliore, una persona che non accarezza la morte con un bicchiere in mano".

Le polemiche sessiste su Cally a Sanremo e la condanna per furto 

La partecipazione di Junior Cally alla settantesima edizione del Festival di Sanremo aveva sollevato una enorme polemica, partita soprattutto dal mondo politico. Nel mirino alcuni suoi brani come 'Magicabula', 'Streghe', 'Si chiama Gioia', in cui erano presenti frasi giudicate da più parti come violente e sessiste. In molti ne chiesero la squalifica (mai arrivata), lui e i colleghi giustificarono i fatti spiegando che si trattava di gergo rap. 

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Contestualmente alla partecipazione a Sanremo Junior Cally raccontò la sua difficile infanzia. "Non avevo soldi ed ero visto come il poveraccio in mezzo ai miei compagni benestanti", spiegava. Nel suo 'curriculum' anche una condanna per furto d'auto e di gomme: un anno e due mesi, che dopo il patteggiamento si è ridotta a 6 mesi con pena pendente, che quindi non ha dovuto scontare. Poi il racconto della malattia che per quattro anni lo ha fatto vivere nella paura.

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