Martedì, 13 Aprile 2021

Pau Donés, l'amico Kekko Silvestre: "Se ne va un pezzo di cuore, ho vissuto questi mesi sperando nel miracolo"

Colleghi ma soprattutto amici. I due cantanti, che hanno collaborato più volte in studio e sul palco, erano legatissimi

Non si è mai pronti a dire addio a chi si ama. Kekko Silvestre lo sapeva da tempo, ormai, che il suo amico Pau Donés stava per morire, ma è lo stesso straziato dal dolore, come scrive su Instagram in un lungo post: "Oggi se ne va un pezzo di cuore, un pezzo di storia della mia vita, musicale e non, che difficilmente potrò dimenticare.  Ero preparato, ormai erano settimane che lo ero. Ho vissuto questi ultimi due mesi sperando in un miracolo, ma niente".

Tra loro un legame profondo, nato anni fa grazie al featuring di 'Come un pittore', un sogno per il frontman dei Modà: "La storia di come conobbi Pau la sanno più o meno tutti, ma mi piace ricordarla ogni volta che parlo di lui. Era il 2000 ed ero in vacanza con Laura, la nostra prima vacanza. Stavamo mangiando in un piccolo ristorante a pochi passi dal mare a Palma di Maiorca. Qui si ascoltava musica spagnola e sud americana. Passavano sempre una canzone che si chiamava Agua, di un gruppo chiamato Jarabe De Palo. Me ne innamorai. Tornai in Italia e comprai il disco. Raccontai ai miei amici di questa stupenda scoperta e tutti mi dissero che era un gruppo già famoso… Io ho sempre ascoltato poca radio, preferivo le cassette e i cd con le mie 'playlist', quindi feci anche una magra figura. Per i successivi 12 anni portai sempre con me la musica di Pau - si legge ancora nel post - in tutti i miei viaggi, in ogni momento bello della mia vita. Nel 2012 successe qualcosa di straordinario. Il disco di Viva i romantici raggiunse risultati incredibili e mi chiesero di fare un ultimo singolo in duetto con un artista scelto da me. La canzone in questione era 'Come un pittore' e la mia scelta, in realtà fu più un desiderio, fu Pau. Lo contattarono, accettò… arrivò in Italia con i suoi capelli lunghi e quell'allegria contagiosa... Me lo trovai davanti... Uno dei miei idoli cantava con me una mia canzone... E gli piaceva pure tantissimo... Sognavo ad occhi aperti. Fu un successo strepitoso e se posso essere sincero, fu solo grazie al suo contributo che quel brano esplose".

Kekko Silvestre, il ricordo di Pau Donés: "Un uomo semplice"

Sono tanti gli aneddoti che Kekko condivide con i follower per ricordare Pau, dai concerti alle serate trascorse insieme in Italia, fino ai suoi ultimi mesi di vita: "Un uomo semplice, che viveva in un piccolo paesino sui Pirenei, 20 abitanti circa. Quando gli chiedevo che cosa ci trovasse di così bello in quel posto rispondeva: 'l'uovo della gallina, la capretta e la mucca che mi guardano mentre faccio colazione e l'aria. Qui nessuno mi disturba'. Durante quest'ultimo periodo, quando ha deciso di tornare a casa dall'ospedale per godersi gli ultimi giorni, una volta arrivato mi ha mandato una foto. C'era una piccola cascata in mezzo alle montagne e degli alberi intorno. Mi scrisse 'qui ho tutto quello che mi serve: la famiglia, la mia casa e la montagna: E' ancora presto per partire fratello, voglio stare ancora un po' con qui con loro'".

Quello fu uno degli ultimi messaggi che si sono mandati. Kekko gli è stato vicino fino alla fine, anche se a distanza, come oggi rimpiange: "Avrei voluto tanto poter prendere un aereo per starti vicino, ma questo maledetto periodo me lo ha impedito. Non so se questo vuoto passerà mai. Forse non voglio nemmeno riempirlo con qualcos'altro. So solo che mi mancherai per davvero e io parlerò sempre di te come di un amico e di un uomo meraviglioso. La musica oggi ha perso tanto, ma il mondo ancora di più. Potrei mettere una canzone cantata insieme a te, ma sarebbe scontato. Preferisco ricordarti con una di quelle con cui mi hai fatto sognare. Mi mancherai Hermano, e come ci dicevamo sempre... Abbrazzazo".

Oggi se ne va un pezzo di cuore, un pezzo di storia della mia vita, musicale e non, che difficilmente potrò dimenticare. Ero preparato, ormai erano settimane che lo ero. Ho vissuto questi ultimi due mesi sperando in un miracolo, ma niente. Chi mi conosce un po’ sa che non ho molti amici, anzi ne ho davvero pochissimi, quelli giusti, quelli che come me l’amicizia la coltivano. I miei rapporti nel mondo dello spettacolo stanno quasi a zero. Se chiamo qualcuno “amico” o “fratello”, lo è per davvero. Non mi sono mai interessati i rapporti di circostanza, anche se a volte possono servire, a me non interessano, non mi servono. Vivo una vita talmente normale, che a volte chi mi dice che sono un personaggio del mondo dello spettacolo faccio fatica a seguirlo. La storia di come conobbi Pau la sanno più o meno tutti, ma mi piace ricordarla ogni volta che parlo di lui. Era il 2000 ed ero in vacanza con Laura, la nostra prima vacanza. Stavamo mangiando in un piccolo ristorante a pochi passi dal mare a Palma di Maiorca. Qui si ascoltava musica spagnola e sud americana. Passavano sempre una canzone che si chiamava Agua, di un gruppo chiamato Jarabe De Palo. Me ne innamorai. Tornai in Italia e comprai il disco. Raccontai ai miei amici di questa stupenda scoperta e tutti mi dissero che era un gruppo già famoso… Io ho sempre ascoltato poca radio, preferivo le cassette e i cd con le mie “playlist”, quindi feci anche una magra figura. Per i successivi 12 anni portai sempre con me la musica di Pau, in tutti i miei viaggi, in ogni momento bello della mia vita. Nel 2012 successe qualcosa di straordinario. Il disco di Viva i romantici raggiunse risultati incredibili e mi chiesero di fare un ultimo singolo in duetto con un artista scelto da me. La canzone in questione era “Come un pittore” e la mia scelta, in realtà fu più un desiderio, fu Pau. Lo contattarono, accettò… arrivò in Italia con i suoi capelli lunghi e quell’allegria contagiosa… Me lo trovai davanti… Uno dei miei idoli cantava con me una mia canzone… e gli piaceva pure tantissimo… sognavo ad occhi aperti. Fu un successo strepitoso e se posso essere sincero, fu solo grazie al suo contributo che... (continua nei commenti)

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