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Domenica, 29 Gennaio 2023
triste ironia

Mahmood, la casa distrutta dall'incendio a Milano: sui social messaggi ignobili

Anche l'artista tra le centinaia di inquilini della nota Torre dei Moro che sono dovuti fuggire per mettersi in salvo dalle fiamme

Della Torre dei Moro, il giorno dopo l'incendio che l'ha devastata, resta una carcassa da osservare sbigottiti. Fortunatamente non ci sono vittime né feriti, ma circa 60 famiglie che vivono nel grattacielo di via Antonini, nella periferia sud di Milano, hanno perso la loro casa. Tra gli inquilini anche Mahmood, come ha rivelato Morgan, che abita nel palazzo di fronte e che ieri ha documentato l'incendio dai primi minuti.

L'artista, che vive al nono piano del palazzo, è stato tra i primi a fuggire per mettersi in salvo dalle fiamme che non hanno risparmiato il suo appartamento. Un dramma, anche se sui social gli hater non si sono lasciati sfuggire l'occasione e c'è addirittura chi brinda: "Ma allora stappo una magnum, amici - twitta un utente, condividendo la notizia che ad aver perso casa è anche il vincitore di Sanremo 2019 - Stasera non dormo, bevo alla tua Mahmood". E come se non bastasse chiede poco dopo se tre bottiglie bastano per festeggiare. Un odiatore che non serve neanche chiosare, ma tra i commenti alla sciagura c'è anche della triste, quanto totalmente fuori luogo, ironia. "In periferia fa molto caldo" si legge e ancora, citando le hit del cantautore: "Brucia il grattacielo dove abitava Mahmood. Ora è meglio non chiedergli come va, come va come va". Per alcuni, invece, fare il nome di Mahmood tra gli inquilini del palazzo è una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha perso la casa e non può permettersene un altra, dando per scontato che il cantante non abbia alcun problema. Ammesso - e non concesso - che sia così, è meno doloroso veder bruciare la propria abitazione?

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I messaggi di solidarietà

Frecciatine ignobili, condannate a spada tratta non solo dai fan del cantante. "Anche oggi tanta gente ha perso l'occasione di stare in silenzio e dimostrare vicinanza e umanità" scrive un utente, aggiungendo: "I social per molti sono il catalizzante della deriva, usati a sproposito, rivelano la vera natura di chi li utilizza. C'è chi non si ferma neanche davanti ad una tragedia".

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