Giovedì, 17 Giugno 2021
gli sviluppi

Morte Michele Merlo, accuse a Regione e Ausl: "Il silenzio sta facendo passare medici per incompetenti"

Sul decesso del giovane cantante, avvenuto all'Ospedale Maggiore di Bologna, interviene anche la politica locale. Intanto la Procura ha aperto un'indagine per omicidio colposo

Michele Merlo

Ci sono diverse ombre intorno alla morte di Michele Merlo e tra il dolore e la rabbia si fa sempre più largo l'esigenza di chiarezza. Capire se si sia fatto il possibile o se ci sia stata qualche negligenza fa parte dei sanitari che hanno prestato i soccorsi al cantante, stroncato da un'emorragia cerebrale causata da una leucemia fulminante.

La famiglia ha avviato un'azione legale, mentre la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, atto dovuto per andare a fondo alla vicenda. Intanto l'Ausl aveva già avviato un'indagine interna per capire come ci si è mossi tra il pronto soccorso di Vergato (dove Merlo si era recato con un forte mal di testa ed era stato rispedito a casa) e i soccorsi avvenuti il giorno successivo, quando poi l'ex concorrente di Amici ha avuto una grossa crisi ed è finito al Maggiore di Bologna, dove è stato operato.

La voglia di chiarezza è anche nei cittadini e nella politica locale. Ieri sera a Vergato è stato approntato un sit-in davanti al pronto soccorso, come fa sapere Bologna Today. "Siamo indignati - hanno urlato i manifestanti -  abbiamo un ospedale che potrebbe essere un fiore all'occhiello e invece è stato sempre e solo depotenziato, e l'ultima tragedia avvenuta è un dramma che non può e non deve ripetersi. Saranno le autorità competenti a verificare cosa è accaduto, ma è inutile negare che il pronto soccorso non aperto notte e giorno non permette di aiutare chi ha bisogno immediatamente. Tutto questo è una vergogna".

Morte Michele Merlo, accuse a Regione e Ausl: "Silenzio genera confusione"

Forza Italia interviene sulla vicenda e chiede all'Ausl di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna di dare "comunicazioni certe in tempi brevi a tutela di tutte le parti: la famiglia e i medici non coinvolti". In una nota, infatti, la consigliera metropolitana Erika Seta e Morris Battistini, capogruppo a Marzabotto, si dicono "profondamente amareggiati e stupiti dal silenzio dell'Ausl e della Regione, mentre su tutti gli organi di stampa si sta lasciando svolgere un processo al presidio ospedaliero di Vergato, ormai a reti unificate gettato nel discredito e il cui Pronto soccorso viene già condannato per aver dimesso un paziente senza fare una giusta diagnosi".  Da parte loro, Seta e Battistini dichiarano che se fosse dimostrato che a Vergato i sintomi manifestati da Merlo  sono stati sottovalutati "sarebbe gravissimo, ma ancora non pare accertato". Peraltro, osservano, "si parla di accesso alla continuità assistenziale che nulla ha a che fare con l'ospedale, per quanto le sedi siano, erroneamente, attigue. Perché l'Ausl non lo fa presente a chiare lettere?".

E visto che "non ci pare così complesso accertare quale sia stato l'iter sanitario di un paziente, non possiamo giustificare in nessun modo questo lungo silenzio e l'abbandono in cui si trovano tutti i professionisti che in quell'ospedale lavorano e che hanno dimostrato abnegazione e dedizione al loro ruolo".

Oggi, accusano i due esponenti berlusconiani, "il silenzio sta facendo passare quei medici per incompetenti, se non peggio", e questo "apre il grande tema dell'impoverimento dei servizi, frutto delle errate scelte della politica, che però si riempie le tasche dicendo di voler potenziare l'ospedale di Vergato". Secondo Seta e Battistini, insomma, "questa vicenda doveva già essere chiarita, perché chi ha sbagliato si assuma le sue responsabilità e chi non ha responsabilità non sia additato", mentre "questo prolungato silenzio che genera solo confusione, e sarebbe davvero terribile se fosse usato contro l'ospedale nel progetto di riassesto della sanità dell'Appennino, dove tale struttura potrebbe essere svilita".

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