Giovedì, 17 Giugno 2021
la denuncia del papà

Michele Merlo, il padre Domenico: "Troppe ombre sulla sua morte, chiederemo l'autopsia"

Domenico Merlo racconta gli ultimi momenti di vita del suo unico figlio, scomparso a 28 anni per una leucemia fulminante

Michele Merlo Instagram @michelemerlo

"Questa storia ha moltissime ombre, su cui vogliamo sia fatta luce": parla così Domenico Merlo a due giorni dalla morte del figlio Michele, scomparso domenica notte all’ospedale Maggiore di Bologna dopo un’emorragia cerebrale causata da una leucemia fulminante. Un dolore che non conosce sollievo quello dell’uomo e della moglie Katia, rimasti sempre accanto al loro unico figlio che - raccontano - già si era sentito male mercoledì scorso, il giorno prima della crisi convulsiva e del successivo ricovero e intervento neurochirurgico al Maggiore, accusando "un fortissimo mal di testa e mal di gola". Tuttavia, dopo essersi recato al pronto soccorso dell’ospedale di Vergato, il cantautore 28enne, ex allievo del talent Amici, sarebbe stato "rispedito a casa", circostanza su cui adesso si chiede venga fatta assoluta chiarezza. L’Ausl di Bologna, infatti, ha avviato un'indagine interna.

"Sicuramente un’indagine la faremo partire noi: mi sono già rivolto agli avvocati e abbiamo intenzione di sporgere denuncia. Ci sono moltissime ombre e noi vogliamo chiarezza" dice oggi Domenico Merlo in un’intervista al Resto del Carlino: "Mercoledì pomeriggio mio figlio è stato all’ospedale di Vergato e, come ci ha poi raccontato, c’era praticamente solo lui, di paziente. Eppure, il medico che lo ha accolto gli avrebbe intimato di ‘non intasare gli ospedali per un mal di gola e due placche’. Invece mio figlio oltre a placche, febbre e mal di gola, aveva un terribile mal di testa, sangue al naso ed ematomi sul corpo. Un medico poco più attento si sarebbe accorto che qualcosa non andava, avrebbe riconosciuto i sintomi della leucemia e disposto degli accertamenti".

"Il modus operandi del sanitario intervenuto è stato quantomeno inidoneo"

Secondo la ricostruzione del signor Merlo, Michele in seguito è tornato a casa della fidanzata che vive in una frazione di Marzabotto: "Ma le cose sono peggiorate, fino alla crisi di giovedì sera. E al burrascoso intervento del 118..." aggiunge ancora: "I nostri legali approfondiranno cos’è accaduto, ma di certo il modus operandi del sanitario intervenuto è stato quantomeno inidoneo. Mio figlio aveva le convulsioni e perdeva sangue dal naso; probabilmente l’operatore non sapeva gestire la situazione. Fatto sta che ha avuto un comportamento e ha detto frasi decisamente fuori luogo. Al limite dell’insulto e della violenza".

Poi, dunque, il ricovero in ospedale: "L’equipe del dottor Carlo Coniglio e tutto il decimo piano del Maggiore sono stati favolosi. Si sono scusati per il trattamento che ci era stato riservato. Abbiamo già avuto due incontri con il direttore del reparto per fare il punto della situazione" conclude il signor Merlo: "Vogliamo capire se questo si poteva evitare. Perciò chiederemo anche che sia disposta l’autopsia sul corpo di Michele. Poi potremo pensare al funerale e a dargli l’ultimo saluto".

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