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Lunedì, 23 Maggio 2022
Musica

Morte Michele Merlo, per i Nas diagnosi superficiali: il cantante poteva essere salvato

Proseguono le indagini sulla morte del giovane cantante rosatese venuto a mancare improvvisamente nel giugno scorso. Due i medici iscritti nel registro degli indagati

Secondo i carabinieri dei Nas sono due i medici che avrebbero evidenti responsabilità sulla morte di Michele Merlo. Ad otto mesi dal decesso del 28enne rosatese, emergono importati sviluppi sull'indagine condotta dalla Procura di Vicenza. Ad un passo dall'incidente probatorio si cerca di fare chiarezza sull'accaduto.

La diagnosi sarebbe arrivata troppo tardi e i medici che lo videro, il medico di base di Rosà, che visitò il giovane il 26 maggio, e il medico bolognese che lo vide una settimana dopo avrebbero trattato con leggerezza i sintomi manifestati dal cantante. Merlo presentava un ematoma enorme sulle gamba, aveva febbre e mal di gola, elementi che portarono prima alla diagnosi di strappo muscolare e poi di tonsillite quando invece si trattava di leucemia fulminante.

Michele Merlo si sarebbe dunque potuto salvare, se la terapia corretta fosse partita da fine maggio il rosatese avrebbe avuto una probabilità di morte tra il 5-10%. Elementi che spingono la famiglia Merlo a cercare verità.

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