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Venerdì, 12 Agosto 2022
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Redazione Today

Le migliori uscite discografiche della settimana

C'è stato un momento, a inizio millennio, in cui spopolava il New Acoustic Movement. Tra le band che ebbero più successo in quella stagione ci furono certamente i Coldplay di Parachutes e A Rush Blood to the Head.i. Intorno a loro decine di band che avevano fatto del suono acustico l'onda giusta da cavalcare: pensiano ad esempio ai King of Konvenience, agli Starsailor, agli Stereophonics. Ma anche ai Turin Brakes, che a 21 anni dal loro debutto, il fortunatissimo The Optimist LP, hanno rilasciato un nuovo singolo, World Like That, che anticipa l’atteso ritorno discografico della band inglese: il disco si intitolerà Wide-Eyed Nowhere e sarà pubblicato a fine estate. Cinque, come sempre, sono invece le nuove pubblicazioni che abbiamo scelto questa settimana. Tra queste anche un atteso ritorno e due preziose ristampe. 

1 . Bandabardò
Non fa paura

Poco più di anno fa, il 14 febbraio del 2021, la terribile notizia della scomparsa di Enrico Greppi, in arte Erriquez, anima e cuore della Bandabardò. Dopo un lungo smarrimento, inevitabile per quella che era una famiglia prima ancora che una banda, hanno fatto ciò che Erriquez avrebbe voluto che facessero: andare avanti. E probabilmente nessuno meglio di Stefano "Cisco" Bellotti, storica voce dei Modena City Ramblers, avrebbe potuto aiutare la Bandabardò a riprendere quel viaggio meraviglioso che aveva disegnato sulla loro mappa musicale tappe imperdibili come Mojito Football ClubSe mi rilasso... collasso. E così, insieme a un nuovo tour appena annuanciato, è arrivato anche Non fa paura, un disco che tiene insieme tutto: la musica suonata sui dischi e sui palchi, la bellezza di tornare in cammino, l'amicizia. E il loro manifesto non poteva essere diverso: "Ripartire dalle emozioni ci sembra il modo migliore di ricominciare”. Una condivisione profonda di suoni e idee che parte da lontano e finalmente trova il suo naturale approdo. Questo disco parla della loro storia e della loro generazione, quella degli anni Novanta trascorsi girando l’Italia su e giù tra mille palchi e di un’epoca durante la quale la condivisione era soprattutto fisica. Un disco che riporta il vento in faccia e la voglia di alzare le braccia per Erriquez. Bentornati.

2 . Clash
Combat Rock - The People's Hall

Sembra ieri quando i Clash arrivarono per la prima volta in Italia dopo aver firmato due immortali capolavori della musica rock: London Calling e Sandinista.  Esattamente 40 anni fa, nel maggio del 1982, uscì invece Combat Rock, l'ultimo lavoro con la formazione originale: Joe Strummer, Mick Jones, Paul Simonon e Topper Headon. Su quel disco, che peraltro all'epoca risultò quello pù venduto dei Clash, altre canzoni straordinarie: Should I Stay Or Should I Go, Rock The Casbah, Straight To Hell.  Ora arriva un'edizione speciale dell'album intitolata Combat Rock / The People's Hall. Tornata a Londra dopo 17 date al Bond's Casino di New York nel 1981, lo stesso anno in cui suonarono anche al Vigorelli di Milano, la band provò e registrò al The People's Hall le tracce che compongono l'omonima realizzazione. Combat Rock resta un album che evidenzia la costante evoluzione dei Clash, seppure fosse in parte influenzata dalla fine della guerra in Vietnam; in particolare Sean Flynn, brano ispirato dalla scomparsa del figlio del fotoreporter e star del cinema. La curiosità e l’importanza dei Clash sono qui testimoniate anche dai diversi stili di alcune canzoni: lo spoken word apocalittico del poeta Allen Ginsberg in Ghetto Defendant e il rap dell'artista di graffiti Futura in Overpowered By Funk. La resistenza tradotta in musica.

3 . Police
Around The World Restored & Expanded

Partendo per il loro primo tour mondiale, i Police viaggiarono attraverso sei continenti nel 1979 e nel 1980 catturando filmati dietro le quinte e momenti personali mentre la band esplorava nuovi territori, The Police: Around The World Restored & Expanded mostra gli inizi della fulminea ascesa che li ha portati alla fama mondiale. Rivelandosi un’emozionante istantanea di quel momento cruciale della loro carriera, questa nuova pubblicazione unisce filmati dei Police che si esibiscono dal vivo con filmati personali ed intimi di Sting, Andy Summers e Stewart Copeland che esplorano Giappone, Hong Kong, Australia, India, Egitto, Grecia, Francia, Sud America e Stati Uniti. Ma soprattutto include tracce audio dal vivo mai pubblicate prima d’ora su disco, comprese le canzoni dei loro primi due album registrati in Giappone, Hong Kong ed Inghilterra e mostra i Police che suonano con l’enorme passione e il furore che li avrebbero portati ad essere una tra le band più conosciute al mondo. Outlandos d'Amour, Regatta de Blanc e Zenyatta Mondatta, i loro primi tre album, restano nella storia di quel magico periodo sul finire degli anni '70. Una pellicola da riavvolgere con cura.

4 . Mavis Staples & Levon Helm
Carry Me Home 

Registrato a Woodstock (NY) negli studi di Levon Helm (The Band) durante l’estate del 2011, e da allora rimasto nel cassetto, l’album vede due delle voci più rappresentative del secolo scorso, riunite nell’amore e nella gioia, ripercorrere le loro radici comuni e celebrare l’intramontabile forza della fede e della musica. Nessuno dei due - Levon Helm è deceduto l'anno successivo alle registrazioni - poteva sapere che sarebbe stata la loro ultima performance insieme. Riascoltandoli ora, una decina di anni dopo, brani come This May Be The Last Time e Farther Along assumono un nuovo melanconico significato. Il risultato è un album che allo stesso tempo è una capsula del passato e un memoriale, un affettuoso saluto e un’amicizia sigillata per sempre. Il disco, composto di brani resi famosi da Nina Simone, Bob Dylan e Rolling Stones, è stato registrato a Woodstock ed è una celebrazione delle radici comuni ai due musicisti, ovvero il soul e il country. Ad anticiparlo You Got To Move, nel cui videoclip vediamo i due musicisti alle prese con le session del lavoro prodotto da Larry Campbell. Una foto in banco e nero da incorniciare.

5 . Ghali
Sensazione Ultra 

Un ritorno molto atteso, dal momento che l'artista è diventato una vera e propria icona della scena mondiale grazie alla sua musica e alla sua capacità di mescolare lingue, influenze ed estetiche, rendendolo oggi un vero e proprio riferimento per chiunque voglia parlare ad un pubblico internazionale e che si ritrovi in un messaggio di appartenenza al di là dei confini. Nella copertina del disco Ghali è ritratto da Nabil Elderkin, fotografo e videomaker mondiale che ha diretto video musicali anche per Dua Lipa e Kayne West. L'album inizia in arabo con la traccia Bayna, una canzone che ha una suo curiso vissuto:  "Durante le riprese - ha raccontato Ghali - avevo conosciuto un ragazzo molto povero ma tanto bravo con la voce e la scrittura. Così gli ho fatto un'offerta economica importante. Rimanendo in Tunisia avrebbe avuto la possibilità di cambiare la sua vita. Nonostante ciò, ha fatto perdere le sue tracce e non abbiamo saputo più niente di lui". Ma Ghali - che non ha scartato l'ipotesi di fare un disco tutto in arabo in futuro - di certo non hai mai dimenticato l'Italia, di cui riamane un attento e pungente osservatore. Una sensazione ultra da vivere in cuffia.

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