Venerdì, 26 Febbraio 2021

Ora o mai più, Valeria Rossi: “La gara stava più a cuore ai coach. Tra noi non c'era competizione”

Dalle “piccole rivalità sottese” tra i coach del programma di Rai Uno al significato del suo inedito ‘La gente non parla’, la cantante ci ha raccontato la sua avventura nel programma di Rai Uno (e non solo)

Valeria Rossi

A distanza di 17 anni, sembra profetico il monito “prendere o lasciare” contenuto nel testo ‘Tre parole’ lanciato nella calda estate del 2001. Adesso Valeria Rossi, interprete di quel brano ormai cult nella musica italiana, è tornata a farsi ascoltare ancora in un programma televisivo che si chiama ‘Ora o mai più’, titolo che sembra il curioso prosieguo lessicale di un percorso artistico, alla fine, mai davvero concluso.

“E’ stata un’esperienza pazzesca”, ci ha raccontato Valeria ripercorrendo le quattro puntate che l’hanno vista protagonista insieme ad altri sette cantanti. E l’intervista si è rivelata anche l’occasione per scoprirla altro rispetto al personaggio, saperla mamma di Miro  - che “lo senti? E' qui accanto a me”, ci confida al telefono - una donna con una ricchezza artistica e interiore maturata negli anni in cui non ha più presenziato nel mondo dello spettacolo.

Partiamo dalla fine, da ‘Ora o mai più’ che ha riportato in tv Valeria Rossi dopo anni di assenza. Come commenti quest’esperienza e quell’ottavo posto in classifica? Ti aspettavi di più?

Ma la classifica è una cosa del tutto secondaria, perché ‘Ora o mai più’ è stata un’esperienza pazzesca. Ti dirò che la gara, nel bene e nel male, l’hanno presa a cuore più i coach. Una volta Orietta Berti ha anche sbottato nella terza puntata, ma la scena in cui commentava con una frase tipo “Ognuno tira acqua al suo mulino, vero maestro?” l’hanno tagliata (ride, ndr). I coach sono giganti della musica, c’era qualche rivalità sottesa… Per farti un esempio, era come assistere a delle piccole rivalità tra gli déi dell’Olimpo della musica italiana. Mi sono molto divertita.

Come mai hai accettato di partecipare al programma?

Perché il format è nuovo e mi piaceva far parte di qualcosa in più. Mi è parso subito che il programma avesse un valore culturale importante e desse nuova vita ai protagonisti. Alla fine si è rivelato oltre ogni mia aspettativa: ogni settimana c’è stata una sorpresa. Orietta (Berti, sua coach, ndr) mi ha aperto il cuore ho imparato brani che non conoscevo. Al di là della carriera, è stato un bel momento di condivisione.

Ottimo rapporto con la coach Orietta Berti, quindi. E con i colleghi? Francesca Alotta ci ha anticipato l’idea di fare un tour tutti insieme…

Ci amiamo. E tra noi, davvero, non c’era alcuna competizione che alla fine aveva a che fare solo con lo show. Sì, il pensiero di fare un tour insieme c’è, perché siamo tutti nel settore da vent’anni.

E ora rewind: torniamo all’estate del 2001, al brano ‘Tre parole’ che rese “sole-cuore-amore” un tormentone estivo e che ti diede enorme successo. Com’è nata l’idea di scriverlo?

Quel brano ha una genesi molto lunga. Era partito come il jingle di uno spot, poi sono stati cambiati gli accenti. All’inizio, al posto di “sole cuore amore” c’era la frase “sono il tuo dolore”. Poi l’editore della Sony con cui lavoravo mi disse di cambiare le parole, di renderlo allegro, e dopo varie manipolazioni, ecco che è venuto fuori quel testo. Sai, il successo di una canzone è sempre il risultato del lavoro di tante persone e il cantante è solo la punta dell’iceberg.

E quel successo? Come lo hai affrontato?

All’epoca avevo 32 anni ed ero timidissima. Pensa che l’anno dopo mi chiesero di partecipare al Festival di Sanremo, ma rifiutai proprio per quell’eccesso di timidezza patologica. Anche per questo ‘Ora o mai più’ è stato importante: gestire la mia timidezza è stata una conquista pazzesca.

E nel frattempo? In questi anni che ha fatto e cos’è diventata Valeria Rossi?

Ogni volta che si sparisce si pensa sempre a chissà quali tragedie! Come tutti, ho vissuto la mia vita, è stato tutto molto bello. Al primo posto, la famiglia. Mi sono sposata e ho avuto un bambino, Miro, che oggi ha 9 anni. Poi mi sono dedicata alle mie passioni e ho ripreso a studiare: ho lasciato gli studi in legge e mi sono laureata in Antropologia alla Sapienza di Roma. Ho approfondito un viaggio nella voce, quella voce che da piccola non mi faceva nemmeno parlare. L’ho allenata e mi è servito per ordinare la mia sensibilità caotica che non casuale.

Sei partita da ‘Tre parole’ e sei tornata con la canzone ‘La gente non parla’, il brano inedito che hai presentato a ‘Ora o mai più’. Il filo conduttore è sempre la comunicazione, un argomento che ti sta a cuore.

Sì, ‘La gente non parla’ è un brano di speranza, di anime gemelle con cui condividere. A dire il vero, in tv il testo è stato tagliato ed è stato un po’ penalizzato, ma già da domani verrà trasmesso per intero in radio. Lo avevo scritto da tempo, poi quando mi hanno chiesto di presentare qualcosa durante il programma ho pensato che sarebbe stato perfetto.

E adesso ? Ti aspetti qualcosa di nuovo dal mondo dello spettacolo?

No, vivo bene il presente. Queste cose passano… Io il mio l’ho fatto. E mi piacerà riascoltarmi nei cd del programma ‘Ora o mai più’ che usciranno in edicola. In realtà ho un sogno, ma sono scaramantica e ho paura di dirlo, preferisco tenerlo per me. Magari si avvera.

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